Articolo da "La Repubblica" del 7 giugno 2008




"Esistono perché c´è richiesta". Coro di no al ddl
I comitati antilucciole "Non sono delinquenti"
Contrari all´espulsione sacerdoti e suore: "Criminalizzare donne e viados è inutile e ingiusto". La comunità di don Benzi: "Vanno colpiti racket e clienti"

CATERINA PASOLINI
ROMA - Tutti contro il ddl del governo: comitati antilucciole e associazioni di prostitute, laici, sacerdoti e suore. «Perché bisogna intervenire, ma criminalizzare donne o viados è inutile e ingiusto». Con le religiose che accusano la politica di essere «miope» e far rischiare la vita alle donne con l´espulsione.
La prima risposta arriva da chi non te l´aspetti. Dai comitati formati da gente che da anni protesta perché trans e lucciole usano i loro cortili come alcove, perché al mattino i figli inciampano dribblando i preservativi lasciati a terra. «Abbiamo anche bloccato la maratona di Roma per farci sentire, ma i controlli di polizia li fanno qualche settimana poi tutto torna uguale», dice Massimo, inquilino di piazza dei Navigatori dove i trans usano i portoni come alcove e i marciapiedi come toilettes. «Esistono perché c´è una richiesta. Per questo chiediamo che gli vengano dedicate zone lontane dalle abitazioni, ma trattarli come delinquenti non serve e non è giusto». Stessa linea da parte di Giovanni de Nicola, consigliere di An a Milano che guida i diversi comitati nel Fronte dei cittadini. «Ingiusto criminalizzare chi si vende, bisogna impedire la tratta dei minori, combattere lo sfruttamento». E propone una sorta di villaggio della trasgressione lontano dalle case a Milano, dove la giunta per scoraggiare il sesso in strada ha provato la via delle telecamere e multe ai clienti per intralcio alla circolazione.
Contrari a foglio di via ed espulsione Don Ciotti - «così si riempiranno i cpt di persone che con la delinquenza non c´entrano». La comunità Papa Giovanni XXIII fondata da Don Benzi: «le donne vanno aiutate, non criminalizzate. Va colpito il racket e i clienti». Più dure ancora le suore che accusano: «É una politica miope, un colpo di spugna che contrasta con leggi esistenti e mette in pericolo le donne sfruttate costrette a tornare nei loro Paesi», dice suor Maria Pia Iammarino.
E le lucciole e viado? Il telefono di Pia Covre, da anni in lotta per i loro diritti, non ha smesso di squillare. «Tante le italiane, quelle che perso il lavoro si sono ritrovate in strada per tirare avanti la famiglia. Preoccupate di ritrovarsi bollate come delinquenti perché il foglio di via è roba da Codice Rocco. Quando non si rispettava il divieto arrivava la condanna penale, si finiva il cella con la fedina macchiata per sempre e l´impossibilità di cambiare vita. Senza contare che tutti sembrano dimenticarsi che la prostituzione è scesa in strada perché la legge Merlin vieta di esercitarla al chiuso».