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Da Prestigiacomo a Santanché divergenze di vedute. Carlucci: colpire gli sfruttatori
Divise le lady del centrodestra "Via dalle strade". "Schiave da aiutare"
FRANCESCO BEI
ROMA - Perplesse, favorevoli, dubbiose. Le donne del centrodestra si dividono nel giudizio sull´emendamento al decreto sicurezza che prevede l´espulsione per le prostitute di strada. La liberal di Forza Italia, Stefania Prestigiacomo, non nasconde i suoi dubbi: «Le schiave del sesso vanno liberate, non trattate come criminali. Io semmai penserei a vietare la prostituzione per strada, perché sarebbe un duro colpo per le organizzazioni criminali, ma le prostitute vanno considerate come delle vittime: andrebbero tolte dalla strada per proteggerle, come prevede l´articolo 18 della Bossi-Fini». Il ministro dell´Ambiente ricorda la sua precedente esperienza alle Pari Opportunità, «quando, su mia proposta, il Parlamento italiano - primo in Europa - approvò all´unanimità la legge antitratta: la via è quella, colpire i trafficanti di essere umani...ma le vittime vanno trattate in maniera un po´ diversa, come ci ha insegnato Don Benzi». Anche l´attuale titolare delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, si mostra del resto cauta sull´approccio repressivo contenuto nell´emendamento Berselli-Vizzini. «Lo spirito dell´emendamento», premette Carfagna, «è apprezzabile, perché tende a combattere la prostituzione», tuttavia - aggiunge - «occorre una riflessione seria per capire se esso sia lo strumento più efficace per risolvere il problema».
Chi invece canta vittoria è Daniela Santanché, portavoce della Destra e promotrice di un referendum per la riapertura delle case chiuse. «Se non avessi depositato quel quesito - osserva soddisfatta - del problema prostituzione non se ne sarebbe parlato. L´emendamento in questione è un passo avanti, perché non si può parlare di sicurezza senza affrontare il problema dei bordelli a cielo aperto che ci sono in tutte le città italiane: si è rotto un tabù, apprezzo il coraggio dei relatori perché questo è un decreto di libertà per le donne schiave». La pensa allo stesso modo Isabella Bertolini, cattolica di Forza Italia: «Questa offensiva contro la prostituzione è utile e l´emendamento è assolutamente condivisibile». Secondo Bertolini non è vero, come dice il Pd, che il decreto in questo modo mette sullo stesso piano gli sfruttatori e le vittime, cioè le ragazze costrette a vendersi. «Il nostro ordinamento - spiega - già tutela le prostitute che denunciano i loro aguzzini: viene rilasciato loro un permesso di soggiorno e vengono accolte nelle case-famiglia. Ma per quelle che restano clandestine l´unica via è espellerle». E per le italiane? Santanché ribatte che «le prostitute italiane in strada non ci sono più, si sono organizzate con Internet, i cellulari, ed esercitano in casa». Favorevole all´emendamento (precisa tuttavia di non averlo ancora letto nel dettaglio) è anche il sindaco di Milano, Letizia Moratti. «Noi avevamo posto il tema della prostituzione nelle discussioni per il pacchetto sicurezza - rileva Moratti - perché è uno dei temi molto sentiti da parte dei cittadini. Il fatto che sia stato inserito nel decreto, ci trova favorevoli perché è certamente una risposta».
Tra le perplesse c´è invece un´altra forzista, Gabriella Carlucci, secondo la quale «bisogna saper distinguere tra le prostitute, che sono schiave e non si possono ribellare alla strada, e i loro sfruttatori, che invece vanno colpiti con severità». Insomma, «l´emendamento penalizza la donna in strada, che è solo la punta dell´iceberg, ma non bisogna perdere di vista il vero problema, che sono gli sfruttatori: è opportuno colpire tutta la "filiera" del sesso».
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