Prostituzione, scontro nel Pdl Pisanu: "Iniziativa aberrante"
L´Anm: "Il reato di clandestinità intasa tribunali e carceri"
Le schiave del sesso vanno liberate, non trattate come criminali Io semmai penserei a vietare la prostituzione nelle strade
Lo spirito di questo emendamento è apprezzabile. Occorre una riflessione seria per capire se sia lo strumento più efficace
È un decreto di libertà per le donne-schiave. Non si può parlare di sicurezza senza chiudere i bordelli a cielo aperto
LIANA MILELLA
ROMA - Il foglio di via per rimandare nel paese di residenza le prostitute italiane (l´ha proposto l´aennino Filippo Berselli come emendamento al dl sicurezza) fa litigare la maggioranza e divide i magistrati, riuniti a Roma per il congresso dell´Anm, dal Guardasigilli Angelino Alfano. Nel centrodestra s´indigna l´ex ministro dell´Interno Beppe Pisanu: «Spero che Berlusconi blocchi l´iniziativa: è aberrante attribuire alle prostitute di strada il presunto reato contro la sicurezza e la moralità pubblica, assolvendo a priori i clienti». Il presidente dell´Anm Luca Palamara: «L´unico modo per toglierle dalla strada è agire su sfruttatori e trafficanti, le donne sono solo le vittime». All´opposto Alfano: «È un principio condivisibile e la misura è importante».
Le critiche alla proposta anti-lucciole s´intrecciano con quelle al reato di clandestinità, che Alfano continua a definire un «deterrente» contro gli immigrati. Oggi il ministro parlerà per la prima volta davanti ai giudici che su prostituzione, clandestini, rifiuti, eventuali interventi sull´assetto della magistratura, non gli fanno sconti, quasi che la stagione del dialogo e della "luna di miele" si sia già interrotta. Il centrodestra (dal ministro degli Esteri Frattini al sindaco di Roma Alemanno) se la pigliano subito con l´Anm che invade il campo «sovrano» del Parlamento, dimenticandosi che proprio Berlusconi ha smontato il reato d´immigrazione. Il vicepresidente del Csm Mancino controbatte: «Viviamo una fase di attesa, ma il presidente dell´Anm ha il diritto e il titolo per esprimere perplessità e riserve». Il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo: «Le divergenze riguardano le misure straordinarie, ma sulle questioni di fondo il dialogo continua». L´opposizione sta con le toghe e piglia le distanze dal foglio di via alle lucciole. Il ministro ombra della Giustizia Pd Lanfranco Tenaglia: «Il problema della sicurezza resta irrisolto». Anna Finocchiaro, Pd: «Corrono dietro la pancia del Paese». Antonio Di Pietro, Idv: «È un emendamento inaccettabile».
Su un tema così delicato come la prostituzione lo scontro era inevitabile. Specie nel centrodestra. Dove l´ex centrista Carlo Giovanardi, da sottosegretario alla Presidenza, mette subito paletti («Il governo dovrà dare un parere, ne ho parlato con la Carfagna»). S´infastidisce il leghista Federico Bricolo che liquida come «inutile e fuori luogo» la polemica sulle prostitute, visto che il pacchetto sicurezza punta a cacciare i clandestini, ma il sottosegretario all´Interno Alfredo Mantovano (An) definisce «non scandalosa» la sostanza della proposta. Invece non ha dubbi l´ex Guardasigilli Clemente Mastella, invitato al congresso dell´Anm e accolto con saluti e strette di mano. Definisce «un po´ vigliacca» la misura anti-lucciole che «ignora sfruttatori e clienti». Secco no anche sul reato di clnadestinità che «paralizza i tribunali e intasa le carceri». È la linea dei giudici. Per il presidente Palamara il reato produrrebbe «gravissime disfunzioni al sistema giudiziario e carcerario». Il segretario Giuseppe Cascini: «Le prostitute in strada sono tutte straniere. Ci vuole un´incisiva azione repressiva contro i trafficanti di esseri umani. Le donne vanno tutelate e protette dai loro aguzzini». Vito D´Ambrosio: «È il primo passo per ripristinare le case chiuse». Vittorio Borraccetti: «Significa solo spostarle da una città all´altra». Pino Berruti: «È una misura orrenda, non siamo nel 1930, cerchino di arrestare qualche magnaccia». Fabio Roia: «Non è un provvedimento moderno». Paolo Auriemma: «Se le cacciano da via Salaria vanno altrove». Una toga anonima: «Vogliono mandarle al confine come ai tempi del fascismo».