Immagine: Angel Anastasio Ferrante
Articolo da " La Repubblica" del 12 settembre 2007


La proposta del sottosegretario: non si potrà più sostenere di non conoscere l´età della ragazza
"Baby lucciole, in cella i clienti"
Lucidi (ds): linea dura per chi va con le minorenni

GIOVANNA VITALE
ROMA - Non potranno più dire «non lo sapevo» i clienti delle prostitute bambine. Chiunque verrà sorpreso ad appartarsi con una minorenne rischia il carcere e non potrà più invocare l´alibi di non conoscere l´età della ragazzina adescata sul marciapiedi, così come già accade per il reato di violenza sessuale. È una delle indicazioni contenute nella relazione finale dell´Osservatorio sulla prostituzione, coordinato dal sottosegretario ds Marcella Lucidi, che sarà consegnata a fine mese al ministro Amato. Un´analisi attenta e approfondita su un fenomeno che riguarda tutti i grandi centri urbani, la sua entità e i rimedi per arginarlo, dal quale emerge un dato allarmante: Roma è la città italiana con il più alto numero di baby-lucciole identificate. In prevalenza immigrate dall´Est europeo: le romene, soprattutto, ormai preferite a quelle di altre nazionalità persino dagli sfruttatori albanesi perché cittadine comunitarie e dunque non più passibili di espulsione.
Non è l´unica novità suggerita dall´Osservatorio. L´altra prevede una maggiore severità contro le organizzazioni criminali. Non sarà perciò perseguito solo la tratta delle donne e lo sfruttamento, ma anche tutti gli atti preparatori. Confezionare o distribuire documenti falsi, per esempio, sarà un indicatore del reato potrà essere punito. Così come verrà colpito il cliente che si avvale della prestazione di vittime di schiavitù o di tratta. Anche in questo caso: sarà lui a dover provare di non esserne a conoscenza.
Ma è sulle prostitute bambine che s´è concentrato il grosso del lavoro. Contro i clienti, il tavolo di esperti istituito al Viminale, che per il 27 settembre ha in calendario l´audizione del procuratore antimafia Pietro Grasso, suggerisce una modifica normativa che introduca «l´inescusabilità dell´ignoranza della minore età della vittima». Già contemplata per la violenza sessuale. «La condanna dei clienti della prostituzione minorile è unanime dentro l´Osservatorio», dice il sottosegretario Lucidi. «Un fenomeno in aumento innanzitutto perché la domanda è forte, tanto che ormai un gran numero di maggiorenni simulano di essere più piccole, e poi perché la legge sull´immigrazione giustamente prevede la non espulsione delle minori: le organizzazioni criminali sanno che queste ragazze, restando in Italia, prima o poi torneranno nella rete, e perciò le preferiscono». Insomma, oltre al «potenziamento dell´attività di indagine contro gli sfruttatori, bisogna colpire più severamente i clienti», conclude Lucidi.
Già oggi chi viene sorpreso con una baby-lucciola è punibile con il carcere in virtù della legge 38/2006 (relatrice proprio la Lucidi) che ha innalzato da 16 a 18 anni l´età della vittima, escludendo la possibilità del patteggiamento. «Ora si può», conclude il sottosegretario, «sostenere di non aver saputo l´età della ragazza. Questo non deve più accadere».