| POTENZA Ragazze romene fatte espatriare da poliziotti locali corrotti
Minorenni usate dagli sfruttatori italiani come "parcella" per avvocati, libri contabili con i loro guadagni. È questa la realtà emersa da un'inchiesta del comando provinciale di Potenza e della compagnia di Acerenza (Potenza), che ha portato ieri all'arresto di venti persone. La banda operava in Romania e nelle province di Potenza, Matera, Caserta, Napoli, Bari, Cosenza, Livorno e Grosseto. I referenti romeni reclutavano in patria le ragazze, dai 17 ai 21 anni. Alcune sapevano già che avrebbero fatto le prostitute, altre speravano in un lavoro da badante o da cameriera. Appena arrivate, le giovani dovevano subire un vero e proprio mercato. Gli sfruttatori italiani le sceglievano già in stazione a seconda dell'età e della bellezza. Quelle destinate alle prostituzione lavoravano in case o locali. Le altre dovevano pagare altri 300-400 euro per un posto da badante o cameriera. Tra i clienti (alcune dei quali denunciati per favoreggiamento) c'erano anche avvocati e commercialisti. I carabinieri hanno intercettato telefonate di legali calabresi che si facevano pagare le parcelle da componenti della banda con prestazioni sessuali di ragazze minorenni. Il pm di Potenza Claudia De Luca ha ottenuto dal gip Alberto Iannuzzi, 26 misure cautelari. Venti sono state eseguite ieri all'alba, nell'operazione «Spartacus». Sei indagati sono ancora latitanti. Fra questi, i referenti romeni della banda, rimasti nel loro paese. |
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