Articolo da "L'Arena-Il Giornale di Verona" del 26 febbraio 2005


I nodi della Statale 11. I sindaci di Castelnuovo e Peschiera sollecitano il potenziamento dei controlli sulla strada
«C’è chi si arricchisce con le prostitute»
Il sen. Chincarini: «Un’economia parallela dietro il mercato del sesso»

Non c’era bisogno della strage della Croce Bianca per ricordare a chi vive nei paesi a cavallo della statale 11 cos'é il problema prostituzione, fenomeno con il quale molti comuni del veronese convivono da anni. Castelnuovo e Peschiera sono tra questi; i loro amministratori hanno ripetutamente cercato di richiamare l'attenzione di autorità e politici: basti pensare alle interrogazioni di Umberto Chincarini, sindaco di Peschiera e parlamentare; o alle fiaccolate in strada promosse da Ferdinando Emanuelli, per due mandati primo cittadino di Castelnuovo, alla cui guida ora c'è Maurizio Bernardi.

«Che la situazione sia drammatica è sotto gli occhi di tutti; il problema va ben oltre il gravissimo episodio in cui hanno perso la vita anche i due agenti», dice. «L'impegno delle Forze dell'ordine e delle amministrazioni è fuori discussione: ma la realtà è che non si fa in tempo a fare una retata che già la sera dopo le strade sono nuovamente piene di ragazze».

Bernardi sottolinea il valore di alcuni passaggi dell'omelia del Vescovo di Verona, padre Flavio Roberto Carraro. «Ha parlato della responsabilità di tutti noi, di una società che pare considerare normale la presenza di queste giovani donne sulle strade; ma non c'è niente di normale in tutto questo e occorre rompere questo atteggiamento di "abitudine". Dietro ognuna di quelle vite si consumano drammi quotidiani: donne sfruttate come schiave da persone che traggono immensi guadagni da questo traffico».

Bernardi evidenzia l' inadeguatezza degli strumenti legislativi. «Non è possibile», commenta, «nemmeno multare i clienti; ma la legge non può limitarsi ad interpretare, deve anche fornire strumenti precisi per combattere il fenomeno».

Il pensiero del sindaco di Castelnuovo va anche alle responsabilità di «un sistema di vita in cui dilaga il relativismo: tutto si può tollerare, purché non capiti a me e alla mia famiglia. Per questo la mia speranza, di uomo oltre che di amministratore, è che la gente riprenda il controllo del nostro territorio: dobbiamo arrivare a gestire il traffico che invade le nostre strade, non a subirlo, e a far rivivere i nostri centri storici e le comunità: solo così riusciremo a non chiudere gli occhi davanti al dramma che abbiamo davanti ogni giorno e ci sentiremo chiamati a fare, ognuno, la propria parte».

Un'opinione condivisa dal sindaco di Peschiera, Umberto Chincarini: è dal 1993 che, anche in qualità di parlamentare, si occupa degli aspetti connessi al fenomeno prostituzione. «La mia prima interrogazione al riguardo risale al 1996», ricorda, «e già allora facevo riferimento al degrado urbano connesso alla prostituzione. La tragedia dei giorni scorsi è la punta di un iceberg che viviamo quotidianamente; purtroppo il problema è che ora la gente comincia a convivere con questa piaga, dietro la quale si sta sviluppando un’economia parallela».

Chincarini fa riferimento ai terreni "affittati" dai contadini alle prostitute esattamente come gli appartamenti dei residences o le stanze d'albergo; agli acquisti di fazzolettini, schede telefoniche, preservativi e quant'altro necessario all'attività. «La gente deve dire di no, rinunciare a facili guadagni in nome di una migliore qualità di vita. Il degrado viene dimenticato in fretta dietro l'idea di insperati introiti e nessuno più si ribella, perché c'è la convinzione che non si possa cambiare lo stato delle cose».

Secondo il senatore della Lega nord, però, l'unica cosa che non può cambiare è l'immobilismo legislativo. «"Inutile aspettarsi una soluzione in questo senso», sostiene Chincarini, «perché non arriverà mai: c'è una maggioranza di parlamentari che rifiuta l'idea che si possa usare il proprio corpo come mezzo per vivere. E' vero che San Paolo diceva di fuggire la prostituzione; non possiamo, però, rifiutare di prendere atto di ciò che è davanti agli occhi. Ma questa è la situazione e credo che mai, in questo Paese, si arriverà a regolamentare questo fenomeno».

«Allora non resta che la repressione», continua il sindaco di Peschiera, «e per questo servono mezzi adeguati. Con il collega Paolo Danieli abbiamo proposto di togliere cinque punti della patente a chi venga colto insieme ad una prostituta. Occorrono, insomma, provvedimenti sanzionatori certi, non impugnabili o interpretabili da un giudice piuttosto che da un altro».

Chincarini ribadisce la necessità di rafforzare i controlli: «La presenza di pattuglie crea disturbo e il disturbo può essere un deterrente; deve, però, esserci una volontà comune, di istituzioni e cittadini; è l'unico modo che abbiamo per poter sperare di liberare le nostre strade dalla prostituzione».

Giuditta Bolognesi