| Per l´Fbi il fenomeno è in aumento del 70 per cento e coinvolge le grandi città: "Un po´ di sesso e mi posso comprare quello che voglio" Giovani, bianche, di buona famiglia è la nuova prostituzione americana SUZANNE SMALLEY La storia di Stacey é uguale a tante altre. Negli Stati Uniti si moltiplicano i casi di prostituzione giovanile, anche fra le adolescenti. Si parla di centinaia di migliaia di casi, e le ragazze in vendita sono sempre più giovani. Secondo l´Fbi vengono adescate intorno ai 13 anni, alcune addirittura 9. Le ragazze - ma in qualche caso anche i maschietti - subiscono violenza dai loro protettori. Mentre la prostituzione minorile raccoglie in genere ragazze scappate da casa, immigrate clandestine e figlie delle classi più povere, secondo alcuni esperti oggi cresce invece il numero di chi appartiene alle classi medio-alte: «Un aumento del 70 per cento in tre anni, di ragazze che spesso non hanno sofferto alcuna violenza mentale, sessuale o fisica che le spinga a prostituirsi. Insomma lo fanno per libera scelta», spiega Frank Barnaba del Paul & Lisa Program, che collabora con il Dipartimento della Giustizia e con l´Fbi per rintracciare le giovani. Le ragazze vengono adescate sempre più spesso nei centri commerciali, luogo ritenuto sicuro dalle famiglie, e posto di ritrovo nei fine settimana. «I centri commerciali sono il paradiso dei protettori», ribatte il detective Schmidt di Minneapolis. «Là è più facile individuare la preda, comperarle dei vestiti, trattarla come fosse il suo ragazzo e farle capire che può fare molti soldi facilmente». Annikki Davis, 20 anni, lo sa bene, visto che è stata adescata a una festa a soli 14 anni d´età. Un giovanotto l´avvicina, la corteggia e le chiede di andare a vivere con lui. Lei lascia i genitori, benestanti, rigidi e severi. Lui risulta appartenere alla famiglia Evans, una violenta organizzazione criminale di Minneapolis, porta Annikki a Las Vegas e la costringe a prostituirsi: «All´inizio mi tenne in strada per tre giorni e tre notti di fila, senza farmi mangiare né dormire prima che io avessi raggranellato la cifra giusta». Le autorità di Las Vegas confermano: la prostituzione minorile è in impennata. Se nel 1994 si contavano 24 arresti, nel 2002 il numero è balzato a 125. E spesso l´arresto è l´unico modo che le giovani hanno per spezzare le catene della schiavitù. Disarmanti, piuttosto, sono i casi come quello di Stacey, non costretta alla prostituzione, eppure disposta a vendersi per provare emozioni o per soldi. Secondo Richard Estes, ricercatore all´Università della Pennsylvania, il cosiddetto "sesso d´alto bordo" è sempre più diffuso nelle grandi città. Il fenomeno, accusano alcuni militanti, deriva almeno in parte da una cultura che glorifica e celebra lo sfruttamento sessuale delle donne, come le canzoni di certi rapper e gruppi musicali. Al di là dei fattori culturali, servono nuovi mezzi per arginare la nuova piaga. Difficile è infatti reprimere chi sfrutta le ragazze, perché è difficile individuare i responsabili, e perché spesso le leggi per la repressione della prostituzione non prevedono pene severe per i protettori. Più facile, forse, è aiutare le ragazze: nel Minnesota la polizia ha sguinzagliato agenti in borghese incaricati di allacciare rapporti con le minorenni. È così che Stacey ha accettato un appuntamento in un albergo. Poi, alla sede della polizia, quando la madre è venuta a prenderla, lei ha protestato: "Era tutto un malinteso". Non essendo stata arrestata, Stacey è stata rimessa in libertà. Libera di tornare al centro commerciale a guardare le vetrine, e fare nuovi incontri. Copyright Newsweek |
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