Gemelli concepiti in vitro a Roma nati in Usa da madre in affitto
Gli embrioni spediti in aereo, i genitori arrivano dopo

FECONDAZIONE ASSISTITA

L'intervento è costato 300 milioni di lire. Dal '93 la donna era priva di utero per un tumore
Il medico: "Io vado avanti. Non ho violato la legge. Ora questi genitori sono felici"
L'operazione è stata condotta dal ginecologo Pasquale Bilotta
Un nuovo caso di fecondazionechoc rilancia le polemiche

da "La Repubblica" del 26 gennaio 2002

MARIA NOVELLA DE LUCA

ROMA — Il contenitore sul tavolo del ginecologo Pasquale Bilotta assomiglia ai vecchi bidoni del latte smaltati di bianco e con il manico di ferro. E' dentro questa semplicissima tanica, in realtà un thermos per l'azoto liquido a 200 gradi sottozero, che due embrioni fecondati in Italia nel 1995 e poi congelati, sono stati spediti con un corriere negli Stati Uniti per essere impiantati nell'utero in affitto di una madre "surrogata". Nove mesi dopo gli embrioni "in trasferta"sono tornati a Roma sotto forma di due sanissimi gemellini insieme ai loro genitori. Alla coppia cioè che ha fornito l'ovulo e lo sperma, mentre un terzo soggetto, una donna americana che si chiama Sharon ed è stata reclutata attraverso un'agenzia specializzata, dopo aver sottoscritto un contratto ha portato avanti la gravidanza. L'operazione, circondata subito da una valanga di reazione negative, soprannominata fecondazionechoc, o fecondazionevia area, porta la firma del ginecologo romano Pasquale Bilotta, già protagonista di altri casi clamorosi di madri surrogate, l'ultimo dei quali, due anni fa, l'aveva portato alla soglia della radiazione dall'ordine dei medici. «Nel 1993 — racconta Bilotta nel suo studio Alma Res — avevo operato questa donna, davvero molto giovane, per un tumore al collo dell'utero. Era stato necessario asportare l'utero, ma era stato possibile salvare le ovaie. Una tragedia per questa coppia così giovane e con la grande voglia di un figlio. Così, nel 1995, pur nell'incertezza del futuro, abbiamo deciso di provare a fecondare alcuni embrioni con la prospettiva di congelarli». «Non è stato facile — aggiunge Bilotta — perché il marito soffre di oligospermia, gli spermatozoi cioè sono pochi e poco vitali. In ogni caso ci siamo riusciti, abbiamo congelato 15 embrioni conservati nel mio centro, e abbiamo aspettato cinque anni che in Italia cambiasse qualcosa, che, magari, fosse possibile anche da noi, utilizzare la tecnica civile della madre surrogata...Un sogno. Per aiutare altre coppie su questa strada ho rischiato di essere radiato dall'ordine. Così questa volta ho detto subito: andate all'estero».

Infatti l'operazione è riuscita. Gli embrioni, e questo è l'aspetto più curioso, sono partiti via corriere per gli States. Dentro la stiva di un aereo di linea, come un bagaglio qualunque. L'agenzia specializzata ha individuato la donna disponibile ad offrire il suo utero (si tratta di giovane americana, sposata e con un bambino, della stessa età circa della "madre" italiana). Via e.mail è stato firmato il contratto. Quindi la gestazione, l'attesa. Nove mesi in cui i genitori italiani hanno ricevuto via via le ecografie dei piccoli che crescevano nella pancia di Sharon. Soltanto venti giorni prima del parto la ocppia è volata negli States. Due settimane fa l'evento. In un clinica americana sono nati due gemellini, registrati subito come figli "biologici" della coppia italiana, senza che il nome della madre surrogata compaia in alcun documento. La legge permette infatti la pratica dell'utero in affitto. «Adesso questa coppia è felice, ma tutta l'operazione è costata trecento milioni. Vuol dire che di fronte ad una legislazione italiana cieca ai bisogni di chi soffre, soltanto i ricchi potranno avere la gioia di un figlio. In Italia la maternità surrogata non sarà mai possibile, ma non si può certo vietare a chi vuole di andare all'estero...Certo dopo l'11 settembre è diventato più difficile spedire qualcosa negli Stati Uniti in un contenitore sigillato. Non importa. troveremo altri metodi...».

Questa è la storia. Pasquale Bilotta è di nuovo al centro di una polemica rovente. Da parte del mondo scientifico e da parte del mondo politico soltanto critiche. Gli embrioni in trasferta sconvolgono qualunque etica. Stavolta però il ginecologo romano sembra essere al riparo da sanzioni da parte dell'ordine dei medici. Circondato dalle fotografie di centinaia di neonati in tutine colorate «ne ho fatti nascere più di duemila in vent'anni di professione», Bilotta commenta: «Non ho violato alcuna legge. Questa coppia è passata dalla disperazione per un tumore alla felicità di un figlio. I due gemelli sono lì, tra quelle foto, belli come altri bambini. Vi sembra poco?».

AGENZIA BIMBI CHIAVI IN MANO
UN COMMENTO DI U. GALIMBERTI