| I test nel centro di Atlanta. E a Tokio si studia la procedura per arrivare a un bimbo figlio solo di due padri Fecondazione in provetta, la via degli ovuli «artificiali» per donne sterili DAL NOSTRO INVIATO «Il nostro obiettivo è creare un uovo sano - commenta Nagy -. Dobbiamo essere sicuri che la divisione dei cromosomi avvenga in maniera corretta, prima di applicare la tecnica all’uomo». E se questo approccio non dovesse funzionare? «Utilizzeremo le cellule staminali - risponde Nagy -. Sappiamo che funzionano». Alcuni ricercatori americani dell’Università della Pennsylvania hanno provato a trasformare, grazie a un cocktail di fattori di crescita, le cellule staminali embrionali in un ovaio in miniatura che, a sua volta, ha prodotto un ovulo. Ora cercheranno di capire se questo ovulo «artificiale» può essere fertilizzato con uno spermatozoo normale. Creare lo sperma al di fuori dell’organismo è, invece, più complesso, ma un gruppo di ricercatori giapponesi di Tokio ci è riuscito: cellule embrionali, trapiantate in tessuto testicolare, possono diventare spermatozoi. Anche in questo caso si tratterà di vedere se gli spermatozoi artificiali saranno in grado di fecondare un uovo normale. E se tutto dovesse funzionare, si può addirittura ipotizzare, in futuro, la possibilità di creare bambini con due padri genetici, ma senza madre. Le cellule di un individuo di sesso maschile, infatti, contengono sia il cromosoma X (femminile) che il cromosoma Y (maschile) e potrebbero perciò essere trasformate sia in ovuli che in spermatozoi. Infine, il trapianto di utero: potrebbe rappresentare una soluzione per quelle donne (4% dei casi) che hanno un utero malato. Un gruppo di ricercatori svedesi hanno dimostrato che possono nascere topi sani da femmine cui era stato trapiantato l’utero. E fra tre anni potrebbe toccare alle donne. . A. Bz |
||