Articolo da "Il Corriere della Sera" del 4 luglio 2003
I test nel centro di Atlanta. E a Tokio si studia la procedura per arrivare a un bimbo figlio solo di due padri
Fecondazione in provetta, la via degli ovuli «artificiali» per donne sterili

DAL NOSTRO INVIATO
MADRID - Per molte donne sterili non ci sono che due strade, al momento, per diventare mamme: pensare a un’adozione o «accettare» l’ovulo di un’altra donna (ma non sempre la legge lo consente) e ricorre alla fecondazione in vitro. In futuro, ci potrebbe essere una terza possibilità: la creazione di un ovulo artificiale, a partire da una cellula adulta della donna stessa che potrà così concepire un figlio geneticamente suo. «Se i primi esperimenti sugli animali verranno confermati, se ne potrà parlare fra 4-5 anni», ipotizza Peter Nagy, ricercatore ad Atlanta, Usa, in occasione del congresso annuale della Società europea di riproduzione umana. Le sue ricerche hanno già dimostrato che è possibile trasferire il nucleo di una cellula adulta, con 46 cromosomi, in una cellula uovo immatura, privata del nucleo, e fare in modo che metà dei cromosomi vengano espulsi. La cellula uovo, infatti, possiede soltanto la metà del patrimonio genetico della madre (23 cromosomi) che si combinerà durante la fecondazione con la metà dei cromosomi paterni presenti nello spermatozoo.

«Il nostro obiettivo è creare un uovo sano - commenta Nagy -. Dobbiamo essere sicuri che la divisione dei cromosomi avvenga in maniera corretta, prima di applicare la tecnica all’uomo». E se questo approccio non dovesse funzionare? «Utilizzeremo le cellule staminali - risponde Nagy -. Sappiamo che funzionano».

Alcuni ricercatori americani dell’Università della Pennsylvania hanno provato a trasformare, grazie a un cocktail di fattori di crescita, le cellule staminali embrionali in un ovaio in miniatura che, a sua volta, ha prodotto un ovulo. Ora cercheranno di capire se questo ovulo «artificiale» può essere fertilizzato con uno spermatozoo normale. Creare lo sperma al di fuori dell’organismo è, invece, più complesso, ma un gruppo di ricercatori giapponesi di Tokio ci è riuscito: cellule embrionali, trapiantate in tessuto testicolare, possono diventare spermatozoi. Anche in questo caso si tratterà di vedere se gli spermatozoi artificiali saranno in grado di fecondare un uovo normale.

E se tutto dovesse funzionare, si può addirittura ipotizzare, in futuro, la possibilità di creare bambini con due padri genetici, ma senza madre. Le cellule di un individuo di sesso maschile, infatti, contengono sia il cromosoma X (femminile) che il cromosoma Y (maschile) e potrebbero perciò essere trasformate sia in ovuli che in spermatozoi. Infine, il trapianto di utero: potrebbe rappresentare una soluzione per quelle donne (4% dei casi) che hanno un utero malato. Un gruppo di ricercatori svedesi hanno dimostrato che possono nascere topi sani da femmine cui era stato trapiantato l’utero. E fra tre anni potrebbe toccare alle donne.

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A. Bz