L´esperimento della Newcastle University descritto su "Developmental Cell". Gli scienziati: i risultati serviranno a combattere l´infertilità
Nati senza padre, rivoluzione in laboratorio
Eccezionale test in Inghilterra: spermatozoi da staminali, creati 7 topolini
Ma la scoperta deve essere ancora perfezionata: notate anomalie genetiche e tutti sono morti precocemente
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
enrico franceschini
LONDRA - E´ il seme della vita, il liquido organico con cui l´uomo feconda la donna, il contributo maschile alla riproduzione della specie: ma adesso è possibile crearlo artificialmente, sul vetrino di un laboratorio. Significa, in teoria, che la storia dell´umanità può fare a meno di uno dei suoi due protagonisti: per concepire, Eva, in teoria, non ha più bisogno di Adamo. L´annuncio arriva dalla Gran Bretagna, dove scienziati della Newcastle University sono riusciti a produrre sperma da cellule staminali raccolte da embrioni di topolini. Come è noto, le staminali sono cellule da cui si può far crescere ogni genere di cellule; ed era già accaduto, in un test compiuto sempre in Inghilterra (Sheffield University), che ricercatori avessero ricavato sperma da cellule staminali. Ma si erano fermati lì. A Newcastle, invece, hanno sviluppato le cellule di sperma fino a quando sono state pronte per fecondare un ovulo, quindi hanno impiantato l´ovulo fecondato in una topolina: l´animale ha avuto una normale gravidanza, al termine della quale ha messo al mondo sette topini. Uno è morto dopo pochi giorni, gli altri sei sono sopravvissuti e sono diventati adulti.
«E´ la fine dell´uomo?», perlomeno come mezzo di riproduzione, s´interroga la stampa britannica, immaginando un futuro in cui le donne, con questa tecnica, potrebbero in effetti riprodursi da sole. E´ presto, beninteso, per dire «ciao, maschio». Per cominciare, la scoperta della Newcastle University - descritta nei dettagli sulla rivista scientifica Developmental Cell - necessita ulteriori studi perché sia perfezionata: i sei topolini sopravvissuti soffrivano di anomalie genetiche, facevano fatica a camminare, erano troppo grossi o troppo piccoli, e sono tutti morti nel giro di cinque mesi, meno di un quarto della vita media di questo minuscolo mammifero, che è di due anni. In secondo luogo, la ricerca condotta dal professor Karim Nayernia ha come obiettivo dichiarato non certo quello di eliminare l´uomo dalla procreazione bensì di aiutarlo nell´impresa: viene considerata un importante passo avanti per la cura della sempre più diffusa infertilità maschile. «Cellule di sperma ricavate dalle staminali di un uomo potrebbero essere cresciute in laboratorio fino a svilupparsi e quindi essere impiantate di nuovo nel paziente», nota il professor Nayernia: risultando nella nascita di un figlio biologicamente proprio, anziché facendo ricorso allo sperma di un anonimo donatore. Quanto all´idea che il procedimento possa servire a un altro scopo, ovvero a fare a meno del maschio per procreare figli, va precisato che al momento le leggi del Regno Unito la vietano tassativamente: per cui, anche se fosse tecnicamente possibile, sarebbe illegale. «Mettere al mondo figli in questo modo causerebbe infiniti problemi etici», osserva Anna Smajdor, ricercatrice dell´Imperial College di Londra. «Chi sarebbe il padre? Un gruppetto di cellule staminali su un vetrino? Oppure l´embrione da cui queste cellule sono cresciute?».
Assai meno seriamente, il quotidiano Sun pubblica una lista di ragioni per cui la donna avrà sempre bisogno dell´uomo: per avere qualcuno che le chiede scusa, anche se non sa per cosa; per dirle che quel vestitino nuovo le sta benissimo; per cambiare le ruote della macchina; e così via. Ma noi uomini dovremo inventarci ragioni più importanti, se vogliamo che la prospettiva da romanzo di fantascienza di un mondo popolato soltanto da donne non diventi realtà.