Articolo da "La Repubblica" del 23 settembre 2004


Una delle due le aveva avute con l´inseminazione artificiale. Il giudice: sono entrambe "genitrici"
Francia, una famiglia di sole donne due madri lesbiche con tre figlie
Il caso, raccontato da "Le Monde" rilancia il dibattito sul diritto dei gay ad adottare figli

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
GIAMPIERO MARTINOTTI
PARIGI - Carla ha 46 anni, Marie-Laure 45. Si sono incontrate sui banchi della scuola media e sono una coppia solida. Da qualche settimana sono anche la prima coppia omosessuale francese cui un tribunale ha riconosciuto il diritto ad esercitare congiuntamente l´autorità genitoriale. In pratica, con le loro tre figlie di cinque, sette e dieci anni, rappresentano la prima famiglia non eterosessuale legalizzata di fatto. Un caso che farà discutere e che non è necessariamente destinato a fare giurisprudenza: non essendoci stati ricorsi, la decisione presa a luglio dal tribunale civile parigino non è stata esaminata dalla Cassazione.

Il caso, raccontato ieri da "Le Monde", rilancia il dibattito sul diritto degli omosessuali ad adottare figli, molto più acceso di quello sul matrimonio gay. La legge francese è rigida, ma nonostante tutti gli ostacoli offre uno spiraglio: se una coppia omosessuale non può adottare figli, un single di almeno 28 anni può invece farlo, a differenza di quel che succede da noi. Ma i figli di uno non sono figli dell´altro. Almeno fino alla sentenza di luglio, che proprio per questo è considerata un progresso dalle associazioni che si battono in favore dell´adozione.

Carla e Marie-Laure hanno avuto tre bambine grazie all´inseminazione artificiale, con un donatore anonimo, effettuata all´estero perché la legge sulla bioetica autorizza l´uso di questa tecnica solo per le coppie.

Giuridicamente, però, esisteva un solo genitore, quello biologico. Nel 2001, le due donne compiono il primo passo: Carla adotta le figlie della compagna.

Spiega il loro avvocato: «Questa decisione, ancora oggi eccezionale, permette alla madre di origine di cedere la sua autorità parentale al genitore adottivo, ma continuando ad esercitarla nella pratica». Il secondo passo è quello appena riconosciuto: le due donne chiedono una delega dell´autorità parentale per poterla esercitare congiuntamente. E il tribunale, a sorpresa, ha risposto sì, senza suscitare un ricorso da parte della procura della Repubblica. I giudici hanno dichiarato che la coppia non ha tentato di aggirare «lo spirito dei testi per legalizzare una situazione di fatto» e soprattutto ha riconosciuto le due donne come genitrici perché la loro domanda «è conforme all´interesse dei figli».

Secondo i giuristi, non si tratta ancora di un vero riconoscimento dei genitori omosessuali. La delega dell´autorità parentale, infatti, dà alle due persone diversi diritti, ma non influisce sulla filiazione: le bambine restano le figlie di una sola donna. Il caso di Carla e Marie-Laure rimane insomma unico e il dibattito è appena agli inizi. Ma secondo Eric Garnier, responsabile di un´associazione di genitori gay e lesbiche, la società è ipocrita: «Non si tratta di un dibattito virtuale, né di sapere se gli omosessuali hanno diritto o no di avere bambini. Le nostre famiglie esistono e sono sempre più numerose. Bisogna ormai prendere atto di questa realtà».