Articolo da "La Repubblica" del 7 febbraio 2003.
Successo record per le banche del seme: basta individuare il donatore preferito e l´inseminazione è facile con uno speciale kit. Molte le polemiche
Il papà si sceglie online ecco il figlio fai-da-te

In Italia la vendita di gameti è vietata Si paga il trattamento

RICCARDO STAGLIANO´
ROMA - Il donatore numero 176 è di etnia anglosassone, ha i capelli lisci color sale e pepe, il gruppo sanguigno A positivo, è alto 1 metro e 82 e pesa 79 chili. Il volto è definito «attraente, bei lineamenti, occhi blu che colpiscono». La sua storia medica è di «salute eccellente». Sua madre, invece, è morta di cancro ai polmoni, difetto che costerà qualche punto a questo potenziale fornitore di sperma della scuderia della Pacific Reproductive Service di San Francisco che può vantare anche un Master in Business Administration e lavora come «sviluppatore software e artista». Se volete un figlio e vi piace l´identikit potete prenotare una fiala del suo seme, sui 200 dollari, altrimenti potete cercare ancora e scegliere tra musicisti messicani o agenti immobiliari egiziani sefarditi in una delle decine banche del seme che si trovano su internet.

Il giro d´affari delle "banche" tradizionali era già sostenuto (intorno ai 20 milioni di dollari per un totale di 80-100 mila inseminazioni da donatore all´anno, stando a una stima recente di "Usa Today") ma la rete rende la scelta più comoda e allarga il mercato. «Quasi tutti ormai - spiega a "Wired" Alice Ruby, direttrice della Sperm Bank of California - fanno online la selezione del donatore e la maggior parte dei nostri clienti esteri completa via web l´intero processo». Idem per la Fairfax Cryobank, che svolge online il 90 per cento dei suoi affari, e per un numero sempre maggiore dei suoi concorrenti che tendono a espandersi al di fuori dei confini nazionali. Una prospettiva che, in teoria, non dovrebbe preoccupare l´Italia. «La legge è chiara - spiega il dottor Andrea Borini, presidente della Cecos, che raggruppa 24 centri di fecondazione assistita - : da noi non si può né comprare né vendere seme. Quello che si paga non sono i gameti in sé ma il trattamento sanitario, l´inseminazione che costa sui 500-750 euro. E i donatori non prendono una lira».

Tuttavia le banche online statunitensi non conoscono eccezioni: basta pagare e loro spediscono, a 196 gradi sotto zero in speciali contenitori con azoto liquido, in tutto il mondo. E non è affatto detto che alla dogana questi pacchi vengano fermati. «Ognuno è libero di decidere della sua vita - prosegue il medico - ma come paziente sarei molto intimorito da un campione che, per ipotesi, non è passato attraverso almeno 6 mesi di screening per la mappa cromosomica, eventuali hiv, epatiti e così via». Il "papà à la carte" d´oltreoceano "dagli occhi blu che colpiscono" promette di aver verificato che il suo seme non sia infetto ma comprarlo per corrispondenza elettronica, oltre che illegale, sembra sempre un po´ un azzardo.