| «Ovuli femminili: possibile averli senza limiti di età» Scoperta Usa nei topi: le cellule riproduttive non si esauriscono mai ROMA - Si pensava che avessero una scadenza, che a un certo punto si esaurissero per sempre determinando nei mammiferi la fine dell’età per fare bambini e l’avvio della menopausa. Uno studio americano rimette in discussione questa antica certezza, che resiste solida dagli Anni ’50. Ricercatori di Boston hanno individuato nell’ovaio dei topi cellule staminali che generano un ricambio continuo di ovociti, le cellule femminili della riproduzione. Scoperta che potrebbe condurre un domani non troppo vicino a nuove cure contro la sterilità da applicare ai casi in cui si diventi sterili precocemente. Basterebbe congelare le staminali prima che perdano vigore. In teoria, se non ci fossero leggi che lo vietano (e quella italiana appena entrata in vigore lo dice espressamente) diventerebbe possibile abbattere i recinti della natura e fare figli a qualsiasi età, avvalendosi di tecniche di fecondazione artificiale. SCORTA - Prospettiva lontana. Molto lontana. La ricerca americana, pubblicata su Nature , si riferisce ai topini. Sarà necessario verificare se, come succede nei piccoli roditori, anche la donna possiede una fonte illimitata e sempreverde di ovociti. «É un modo radicalmente nuovo di ragionare», commenta Roger Gosden, pioniere della fertilità, del Jones Institute sulla medicina riproduttiva di Norfolk, in Virginia, fra i primi a occuparsi di coltivare in vitro i follicoli e di congelamento. «Sarebbe una vera rivoluzione - aggiunge Eleonora Porcu, Sant’Orsola di Bologna, oltre 50 gravidanze ottenute da ovociti congelati -. Abbiamo sempre pensato che l’ovaio fosse un organo a numero chiuso, con una certa quantità di cellule che a un certo punto vengono a mancare. Un’ipotesi molto affascinante quella di avere una miniera inesauribile per liberare la donna dalla gabbia della fertilità pro tempore. Però non dobbiamo dimenticare le enormi differenze tra uomo e topo. Sarà difficole a mio parere dimostrare che tra le due specie c’è analogia». PRECURSORI - Oggi si sa che gli ovociti hanno un ciclo chiuso. Al massimo 50-51 anni, il tempo della menopausa. Nascono con noi. Quando siamo nel grembo della mamma li abbiamo già. Si chiamano ovogoni, precursori delle cellule che da grandi ci permetteranno di avere bambini. Durante la gravidanza gli ovogoni continuano a moltiplicarsi, senza limiti. Un processo che si arresta alla nascita. É a questo punto che la scorta individuale di ovociti cosiddetti primordiali viene definita. Poi cominciano lentamente a maturare, processo che si compie a 12-13 anni, con la prima ovulazione. Dopo i 30 la fertilità comincia a declinare, fino ad esaurirsi attorno ai 50. Ma la ricerca coordinata da Jonathan Tilly dell’ Harvard Medical School di Boston scardina questa teoria. Lo studio dell’americano suggerisce che la vita degli ovociti è in realtà paragonabile a quella degli spermatozoi maschili. Nascono e muoiono in continuazione, c’è un ricambio. Il biologo è passato alla fase due del programma. Sta cercando di isolare le cellule staminali ovariche del topo e identificarne le caratteristiche genetiche in modo ha poter individuare nella donna staminali con la stessa impronta. «Faccio il tifo per lui - lo sostiene da lontano la Porcu -. Ma sono ben diverse le condizioni di ricerca sperimentale fra donna e topo. Pensiamo solo alle barriere etiche». CURE - «É quasi come scoprire che il mondo è piatto», sembra entusiasta della novità Kutluk Oktay, Cornell University di New York, impegnato nel settore del congelamento dell’ovaio per preservare la fertilità ad esempio prima della chemioterapia (pochi giorni fa l’annuncio della creazione del primo embrione ottenuto in provetta con questa tecnica). Margherita De Bac mdebac@corriere.it |
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