Articolo ripreso in sintesi da "Betterhumans" 8 marzo 2004


DALLE OVAIE CONGELATE

Dopo essere rimasto congelato per ben sei anni, il tessuto ovarico ha ripreso la sua funzione producendo ovuli e permettendo lo sviluppo di embrioni. Questo significa che ciò può permettere alle donne di preservare la propria fertilità. Kutluk Oktay e colleghi del Centro di Medicina Riproduttiva e Infertilità di New York City criopreservarono il tessuto ovarico di una donna di trent'anni affetta da cancro al seno, prima che questa iniziasse la chemioterapia la quale può indurre una menopausa precoce. Essi ora riferiscono che dopo aver scongelato e reimpiantato il tessuto, questo si è dimostrato vitale. “Questa ricerca rappresenta un potenziale avanzamento nei problemi di riproduzione per due aspetti”, dice Oktay; “Il primo: le donne possono preservare la loro fertilità congelando il tessuto ovarico, e secondo: la gravidanza può essere possibile anche quando questo rimane congelato molto a lungo” .

Mentre l'uomo produce spermi per tutto il corso della sua vita, la donne nascono con una scorta di ovuli che diminuiscono ad ogni ciclo mestruale, quando questi si esauriscono, intorno ai 51 anni, inizia la menopausa. Trattamenti farmacologici, come la chemioterapia possono inoltre indurre una menopausa precoce, e questo purtroppo avviene in moltissime donne ogni anno. Il congelamento del tessuto ovarico è una possibile soluzione che è credibile già dal 1994 quando il ricercatore Roger Gosden riportò che tessuto ovarico scongelato e trapianto negli animali aveva portato con successo a delle nascite. Nella donna, una porzione dell'ovaio è asportata e conservata a -196°C usando speciali sostanze chiamate crioprotettori. Quindi il tessuto scongelato può essere reimpianto nell'addome vicino alle tube dove può avvenire l'ovulazione naturale e la fecondazione. Può essere anche impiantato altrove , come per esempio nell'avambraccio dal quale poi, gli ovuli possono venire prelevati per la fecondazione artificiale.

Nel settembre 1999 Gosden, il collega Tony Rutherford e Oktay aiutarono una donna di nome Margareth Lloyd-Hart a diventare la prima persona ad avere il tessuto ovarico scongelato reimpiantato nel corpo. In questo ultimo studio Oktay ha trapiantato il tessuto ovarico scongelato al di sotto della pelle dell'addome della sua paziente trentenne. Dopo tre mesi, la funzione dell'ovaio riprese e gli ovuli vennero prelevati per la successiva fertilizzazione in vitro. Questi diedero luogo a quattro embrioni che furono impiantati, ma non ne seguì la gravidanza. Il procedimento promette in ogni caso di essere una possibilità per le donne che vogliono preservare la loro capacità riproduttiva oppure, per vari motivi posticiparla nel tempo.