Articolo da "Il Messaggero" del 3 maggio 2003
Pennsylvania: ottenuti ovociti di topo facendo uso di staminali maschili

In laboratorio la vita senza cellule femminili

dal nostro corrispondente
ANNA GUAITA
NEW YORK - Per la prima volta nella storia della scienza, una squadra di ricercatori all'Università della Pennsylvania è riuscita a "creare" in laboratorio l'ovocita di un topo usando le cellule staminali prelevate da un embrione. Delle semplici cellule embrionali sono diventate ovociti, e questi ovociti si sono divisi e sono diventati embrioni per partenogenesi. Il procedimento è descritto in un articolo che compare sul numero corrente della rivista Science e promette di riaprire il furibondo dibattito sulla ricerca genetica.

I principali autori dell'articolo sono i professori Karin Hubner e Hans Scholer, della Facoltà di Veterinaria della University of Pennsylvania a Filadelfia. Il loro esperimento mette in discussione il modello tradizionale di riproduzione. I due ricercatori hanno infatti creato ovociti in laboratorio non facendo uso solamente di cellule femminili, ma anche maschili. Di fatto hanno provato che anche i maschi hanno la capacità biologica di creare ovociti. Se tale esperimento si dimostrasse riproducibile anche nella biologia umana, un giorno le coppie gay potrebbero riprodursi usando il seme di uno dei due uomini e l'ovocita dell'altro, e poi affittando l'utero di una donna per far crescere il feto.

Il professor Scholer, che insegna a Filadelfia ma è cittadino tedesco, ha dichiarato di aver interpellato il Parlamento del suo paese per sapere se in Germania tale ricerca sarebbe ammessa. Ha anche annunciato che se la risposta dovesse essere negativa, intende fermare la ricerca, anche se tale ricerca fosse legale negli Usa. La ricerca era nata allo scopo di esplorare la possibilita' di creare animali domestici con tratti geneticamente migliori. Ma ha aperto tutto un nuovo possibile capitolo nella ricerca genetica delle cellule staminali. Il lavoro sulle staminali è giudicato di grandi promesse per la cura e la prevenzione di un alto numero di malattie dell'uomo, ma è anche fortemente controverso perché tali cellule vengono prelevate da embrioni, e per molti cristiani questo fatto è inaccettabile. La ricerca dei due professori della Pennsylvania può tuttavia contribuire a riaprire anche un più antico dibattito, quello sull'origine della vita.