Articolo da "La Repubblica " del 4 maggio 2006


Patricia Rashbrook è al settimo mese e in attesa del terzo figlio
Il medico: "Trattamento avvenuto in un paese dell'ex Urss"
Gb, diventerà mamma a 63 anni
fecondazione in vitro da Antinori
L'inseminazione artificiale condotta dal discusso ginecologo italiano
"E' sana come un pesce, ma è un caso molto raro"

LONDRA - Sarà la mamma più anziana di tutto la Gran Bretagna e una delle più attempate al mondo. Patricia Rashbrook, una psichiatra infantile di 63 anni, è al settimo mese di gravidanza in attesa del suo terzo figlio. Artefice dell'inseminazione artificiale è il ginecologo italiano Severino Antinori.

Il medico si dice "estremamente soddisfatto", tuttavia invita alla prudenza: "Non si pensi che sia una passeggiata - sottolinea Antinori - e questo della signora inglese è un caso raro, poiché è molto difficile che una donna sopra i 50 anni possa rispondere positivamente a tutti i parametri necessari per dare avvio ai trattamenti di inseminazione artificiale".

Nel merito di questo caso, Antinori ha precisato che "il trattamento di inseminazione è avvenuto lo scorso ottobre in un paese dell'ex Unione Sovietica: ho raggiunto la paziente in quel paese, presso una clinica con cui collaboro - ha detto Antinori - e lì la donna, che negli anni precedenti era stata da me visitata, si è sottoposta al trattamento". Tutto, ha detto il ginecologo ricordando che in Italia la legge 40 "vieta questo tipo di trattamenti superato il periodo della menopausa, è quindi avvenuto legalmente".

Quanto alla futura mamma più anziana del Regno Unito, "in questo caso particolare - ha detto Antinori - si tratta di una donna sana come un pesce e, soprattutto, dal punto di vista biologico comparabile ad una quarantenne. Insomma, c'erano tutte le condizioni ottimali per poter iniziare il trattamento di inseminazione artificiale".

Ad ogni modo, tiene a ribadire Antinori, "non si pensi che questo sia un trattamento da poter applicare alla maggioranza e i numeri lo dimostrano: negli ultimi 20 anni, ho trattato circa 3000 donne con un'età superiore ai 50 anni e che volevano una gravidanza. Di queste, però, oltre 1500 non hanno potuto ricevere il trattamento di inseminazione appunto perché non erano in condizioni adatte, mentre 500 hanno portato a termine la gravidanza e questi bambini stanno oggi tutti bene".

Inoltre, ha ricordato il medico, "fondamentale è anche considerare il parametro dell'aspettativa di vita: nel caso della signora inglese, le sue condizioni sono tali da farci prevedere un'aspettativa media di vita di 20-25 anni; ciò vuol dire che non faremo nascere un orfano e questo è un criterio basilare per decidere se il trattamento di fecondazione artificiale sia eticamente corretto".

Ma tutto questo non sarebbe potuto accadere in Italia per le limitazioni imposte dalla legge 40: "Si tratta di una legge che viola i diritti umani", ha detto Antinori il quale ha anche lanciato un appello a Prodi. Chiaro il suo messaggio: "Tutte le mie pazienti, che hanno votato per il centrosinistra, si aspettano ora una modifica importante della legge".

Quanto infine al presunto guadagno per l'intervento condotto, Antinori ha smentito qualunque ricompensa personale, precisando che la paziente ha "unicamente pagato i servizi della clinica, per un importo pari a 7000 sterline".

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