Articolo da "La Repubblica" del 25 maggio 2004


Lo straordinario caso inglese registrato dalla rivista Human Reproduction. Il piccolo è sano
Record tra i bimbi della provetta nasce col seme congelato da 21 anni
Lo sperma dell´uomo è risultato attivo per la fecondazione in vitro Il parto nel 2002
Il padre era ricorso al freezer prima di una chemioterapia per cancro ai testicoli

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
ENRICO FRANCESCHINI
LONDRA - Nuovo record della fecondazione assistita: un bimbo è nato dopo ventuno anni dal congelamento dello sperma di un uomo. Nomi e dettagli sulla singolare nascita restano anonimi, come sempre in casi simili, per proteggere la privacy degli interessati, ma la rivista scientifica britannica Human Reproduction, che ha annunciato ieri l´evento, lo definisce un caso eccezionale, che spalanca nuove prospettive nel campo della procreazione da laboratorio. La notizia è che nel 2002, nel Regno Unito, una donna di nazionalità inglese ha partorito un bambino perfettamente sano, di 3 chilogrammi e mezzo, che era stato concepito in provetta con lo sperma del marito nel lontano 1981.

«Per la prima volta abbiamo la prova che il congelamento può consentire di preservare la qualità e la fertilità dello sperma anche per periodi molto lunghi», commenta il professor Greg Horn, uno studioso di embriologia del St. Mary´s Hospital di Manchester.

Tutto comincia quando a un giovane di 17 anni viene diagnosticato, nel 1979, un cancro ai testicoli. Prima di sottoporsi a un intervento chirurgico e alle successive cure radioterapiche e chemioterapiche che rischiano di inibire la sua fertilità, il paziente si rivolge al Sub-Fertility Laboratori del St. Mary´s Hospital, dove vengono raccolte e congelate cinque ampolle del suo sperma. A causa di una serie di complicazioni, la lotta contro il tumore si prolunga e richiede altri interventi e moltissime cure. Passano gli anni e soltanto nel 1992 il paziente viene dichiarato completamente guarito e al sicuro da un ritorno del male. A questo punto è un uomo di trent´anni. Insieme alla sua fidanzata comincia a progettare il futuro, compresa la possibilità di formare una famiglia.

Nel 1995, dopo tre anni di infruttuosi tentativi di concepire un figlio naturalmente, la coppia viene indirizzata al Dipartimento per la Medicina Riproduttiva, sempre all´ospedale St. Mary di Manchester, uno dei centri più avanzati della Gran Bretagna in questo settore. Nel 1998, quando lui ha 36 anni e la sua compagna 28, ha inizio il trattamento per la riproduzione in vitro. Lo sperma congelato si rivela ancora attivo in quattro delle cinque provette custodite nei crioconservatori tanti anni prima. La fecondazione artificiale ha successo. Il risultato, nella primavera 2002, è la nascita di un maschietto in piena salute.

Secondo l´autorevole rivista medica Human Reproduction i ventun anni trascorsi tra il congelamento dello sperma dell´uomo e la fecondazione in vitro rappresentano il periodo più lungo per esperienze di questo genere.