Articolo da "La Repubblica" del 15 agosto 2003
Un´azienda invita ad affittare l´utero. Già partita l´inchiesta

Olanda, spermatozoi su Internet nasce il primo "franchising"

Il commerciante si difende: "La mia iniziativa è a sfondo sociale"

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI - «Vendesi ovuli, sperma e kit fai-da-te per inseminazione artificiale». Sembra uno scherzo, ma non lo è: per la prima volta in Europa, un sito Internet tenta di aggirare le leggi e di commercializzare gameti. Dovrebbe essere operativo da settembre, ma in Olanda, paese in cui ha sede "babydonors.com", è già partita un´inchiesta, che potrebbe mettere rapidamente fine all´esperienza. Pratica diffusa negli Stati Uniti, il commercio di ovuli e sperma è in generale proibito nel Vecchio continente.

All´origine c´è un uomo d´affari, John Michaels, 35 anni, con doppia nazionalità, olandese e australiana. Per tentare di aggirare le leggi, il suo sito non vende ovuli e sperma: ufficialmente, si limita a mettere in relazione una persona che vuol donare e una che vuol ricevere - ma la commissione va dai 2.500 ai 5.000 euro - e dice di cercare «uomini e donne dinamici» per iniziare un analogo commercio con una forma di franchising nel loro paese. Michaels sostiene di voler aiutare le persone che non possono ricorrere all´inseminazione artificiale, come le donne omosessuali. Il sito sembra destinato ad aver vita breve. L´offerta si spinge un po´ troppo in là. Michaels promette una "selezione" in funzione delle richieste (per esempio colore degli occhi o gruppo etnico) e garantisce l´invio di sperma fresco in un´ora. Quest´ultimo punto è particolarmente delicato: il seme maschile è generalmente congelato e studiato per un minimo di sei mesi per verificare l´assenza di malattie.

(g. mar.)