Articolo da "Brescia oggi" del 15 settembre 2002.

FECONDAZIONE. Dopo 25 anni, gli esperti ritengono sia stato raggiunto il prestigioso traguardo

È arrivato il milionesimo bimbo nato in provetta

Roma. A 25 anni dalla nascita della prima bambina in provetta, è nato nel mondo il milionesimo bebè figlio della fecondazione artificiale. Il record è stato raggiunto nei primi mesi dell'anno, hanno calcolato gli esperti riuniti a Bologna nel forum della Società italiana studi di medicina della riproduzione. «Il milionesimo bambino nato in provetta segna una tappa psicologica importante: indica che nascere grazie alla fecondazione artificiale non è più un evento raro», ha osservato il direttore della Sismer, Luca Gianaroli. E se oggi in Italia nascono dalla fecondazione artificiale 2 bambini su 100 (si calcola che in tutto siano circa 6.000), entro il 2010, secondo Gianaroli, potrebbero diventare 1 su 30: teoricamente tra una decina di anni, nelle scuole, in ogni classe potrebbe trovarsi un bambino concepito artificialmente.

In Francia, i figli della provetta sono circa il doppio: 3 o 4 su 100 nati, e anche il numero dei cicli di trattamento praticati in vista della fecondazione artificiale è triplo rispetto ai 15-17mila dell'Italia. Tra nati in provetta, la maggior parte sono stati concepiti con i metodi classici della Fivet (Fecondazione in vitro e trasferimento dell'embrione) e della Icsi (Intracytoplasmatic sperm injection). Nella prima la fecondazione avviene in provetta, dove gli spermatozoi vengono a contatto con l'ovocita, e l'embrione così ottenuto viene trasferito nell'utero. È stata la prima tecnica di fecondazione artificiale ad essere stata messa a punto ed è utilizzata in almeno 6 centri su 10. La Icsi, o iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo, consiste nell'introdurre lo spermatozoo nell'ovocita ed è utilizzata in un 1 su 2. Secondo Gianaroli oltre 7 bambini in provetta su 10 sono nati grazie a queste due tecniche.

Grazie alla Icsi, inoltre, il ricorso agli spermatozoi da donatori esterni è andato riducendosi notevolmente in Italia, mentre va aumentando costantemente la donazione di ovociti a donne diventate infertili precocemente o per problemi genetici o a causa delle cure aggressive necessarie per combattere un tumore. «Tra le donne che ricorrono alla fecondazione assistita - ha osservato l'esperto - circa 1 su 20 ha questo problema».

Il restante 20%-30% è stato concepito ricorrendo alle altre tecniche di fecondazione artificiale, più datate e oggi meno diffuse di Fivet e Icsi, come Gift, Zift e Ips.