![]() |
NE' DIO NE' STATO...: più l'analisi politica si dettaglia, più il vecchio slogan anarchico ci azzecca, naturalmente aggiornando o aggiungendo all'entità stato la variante moderna di impero e contornando Dio di quell'alone di integralismo che comunque è transepocale... perchè Dio e Stato sono sempre in ballo nelle guerre di ogni epoca ed anche in quelle moderne dell'era global e post global. Inoltre Dio e Stato hanno sempre qualcosa a che fare con quella prorompente entità che si aggiunge allo scenario contemporaneo cioè il terrorismo; o per premiarlo perchè martirio in nome una guerra santa o per combatterlo con una sacra guerra; una di quelle moderne, asimmetriche, eccentriche, allargate che colpiscono tutti, spesso più i civili che i militari, ...che i terroristi... (e Bin Laden? Dulà isâl?). Bush ha iniziato; Sharon non ha ancora finito... |
|
Il signore dei macelli comunque è a buon punto nel portare a termine l'impresa dello stato d'Israele, di liberare il territorio dall'incongrua presenza palestinese. Non era forse la Palestina una terra vuota, quella terra promessa, quella terra senza un popolo per un popolo senza terra, come recitava lo slogan del sionismo il cui fondatore Theodor Herzl nel 1896 si proponeva di costruire là (in Palestina) una parte del vallo per difenderci dall'Asia, costituendo così un avamposto della cultura contro la barbarie...? Ma, colti o barbari, la Palestina era già abitata, dai palestinesi perlappunto; ed il nuovo stato ha dovuto farsi largo deportando, confinando o eventualmente sfruttando uomini, acqua e terra, tutto quello che poteva. Così negli anni è andata avanti fra intifade, stati promessi e risoluzioni Onu che suonano come specchietto per le allodole, fino al genocidio in azione, oggi più di ieri e meno di domani. Muraglia protettiva pare si chiami questa seconda fase dell'operazione inferno; inferno davvero con rastrellamenti casa per casa, arresti ed esecuzioni, lontano dalle telecamere, in puro stile nazista... Quali giaculatorie si reciteranno al muro del pianto? Che Dio possa ancora sterminare il nemico; con i tank, con i check point, gli F16 o gli Apache, con qualunque mezzo crede, andrà bene in ogni caso; Sharon ne interpreta la volontà, e la interpreta benone se, come dicono i sondaggi, il consenso popolare verso di lui sta crescendo di nuovo. E, dal momento che chi non terrorizza si ammala di terrore, come cantava De Andrè; l'operazione muraglia è la risposta alla richiesta di protezione e di sicurezza di chi si ritiene nel giusto, ed è la risposta giusta che mira ad eradicare definitivamente il terrorismo. Ma siccome questo è dappertutto, è dappertutto che bisogna colpire; e via di città in città, di villaggio in villaggio; a tutt'oggi pare che tutte le città della Cisgiordania siano occupate, forse, rimane ancora Gerico... Il sogno di Rabin, a detta di un intellettuale israeliano critico, era che questa parte di terra sprofondasse nel mare...; Rabin era un nobel per la pace; Sharon no, e può farla sprofondare nel sangue senza remora alcuna. E l'Europa che sta a guardare, sembra che fosse stata avvisata per tempo, da Colin Powell, informato naturalmente da Sharon, delle operazioni che sarebbero state effettuate, in modo che si fossero evitati, nei confronti di Israele, schieramenti ostili nelle dichiarazioni ufficiali e così via... La politica è sempre opaca; anche se noi dovremmo cercare di vederla con maggior chiarezza possibile, almeno dove possiamo. La situazione della Palestina è complicata e il destino dei palestinesi è drammatico; da specie più debole, come lo sono tutti i popoli la cui terra viene occupata e colonizzata da una struttura politica forte, militarizzata e armata, si trovano a soccombere. La richiesta di pace che oggi molte voci sollevano è, se pur legittima, insignificante; la richiesta di liberazione dei territori è più precisa e potrebbe essere un primo passo verso... verso che cosa? Verso lo stato palestinese? Gli accordi degli ultimi anni, che lo hanno palesato come possibile, non hanno fatto altro che frazionare ulteriormente il territorio con la tortura dei ceck point e risoluzioni Onu fatte quasi per essere sistematicamente disattese. Le èlites e le fazioni che si combattono per la loro quota di potere, forse accetterebbero anche i Bantustan... o continuerebbero a farsi la foglia eliminando proteste, opposizione e diversità e unificando tutti sotto la legge della shari'a -quella che ha giudicato Safiya, per intenderci-...quella che Ahmam Masri definisce la base del diritto palestinese del nuovo stato qualora venisse riconosciuto?...chissà... Difficile trovare una via di uscita oggi; ma possibile capire quale è stata l'entrata sbagliata di allora: la realizzazione dello stato d'Israele per cominciare, con gli israeliani ovviamente padroni e i palestinesi ovviamente servi. Né servi né padroni, scandiva anche il vecchio slogan anarchico... proviamo, per una volta, per un esercizio di speculazione politica, o di utopia, o di intelligenza, o di quello che si vuole, a pensare non alla realizzazione dello stato palestinese, ma all'abolizione di quello israeliano... libertà per tutti i popoli forse sarebbe stato meno improbabile. (ns. commento del 6 aprile 2002) |