Ricerca inglese: le neo-madri, durante il primo anno e mezzo, dormono meno delle generazioni precedenti
Il bimbo piange, la mamma corre ogni notte tre ore e mezza di sonno
ENRICO FRANCESCHINI
dal nostro corrispondente
LONDRA - Gli antropologi lo definiscono "il rumore più acuto, molesto e sconvolgente che si possa udire". È il pianto del neonato: un´arma letale, talvolta, come dimostra il fatto che i servizi segreti americani lo abbiano usato alla stregua di tortura psicologica, sparandolo a tutto volume nelle orecchie dei detenuti a Guantanamo. Ma anche altre orecchie sono estremamente sensibili a questo suono, senza bisogno di spararlo ad alto volume: le mamme. Per la precisione le mamme d´oggi, da questo punto di vista ben diverse dalle mamme di ieri. Uno studio condotto in Gran Bretagna rivela che le mamme odierne sopravvivono a una media di tre ore e mezza di sonno a notte durante i primi quattro mesi di vita del bambino. E non è che le cose in seguito migliorino molto: le ore di sonno rimangono mediamente cinque fino al diciottesimo mese di vita. Commissionata dalla rivista Mother&baby e anticipata ieri dal "Times", la ricerca sottolinea che le madri delle generazioni precedenti dormivano all´incirca il doppio; e che oltre metà di quelle madri di una volta, ora nel ruolo di nonne, consigliano alle proprie figlie di dormire di più. Ma vengono raramente ascoltate.
Il dilemma verte per l´appunto su quel "suono molesto": il pianto del neonato. Cosa deve fare una mamma, quando il bambino si sveglia nel cuore della notte? Alzarsi e andarlo a cullare ed eventualmente allattare, oppure lasciare che continui a piangere finché non si addormenterà da solo? Diverse scuole di pensiero, in pediatria, offrono logiche e soluzioni differenti. Di certo c´è che le madri di una volta, le "grannies" ossia le nonne di oggi, come le chiama il "Times", preferivano lasciare che i bambini piangessero, abituandoli a riaddormentarsi da soli e dunque godendo loro stesse di un po´ di riposo notturno; mentre molte mamme odierne non resistono e si alzano una, due, tre, più volte per notte, riducendosi a degli zombie durante il giorno.
Spesso, per di più, non c´è bisogno del pianto per svegliare la mamma del Duemila, basta un sospiro, un colpo di tosse. Tre quarti delle coppie hanno dei walkie-talkie collegati alla cameretta dei bambini, un quinto sensori che danno l´allarme se il respiro rallenta o è irregolare, il 12% un video per vedere, oltre che sentire, il neonato di notte. Una coppia su dieci usa perfino una musica per ricreare nel neonato la sensazione di essere nel grembo materno: ma nemmeno quella assicura una notte tranquilla. Qualcuno che dorme tranquillo, in tutto questo trambusto, però c´è: i padri. Il 55 per cento dei quali non si alza mai da letto per far riaddormentare il figlio e un altro 23 per cento apre a malapena un occhio. La crisi di tanti matrimoni comincia da lì.