Articolo da "La Repubblica " del 25 settembre 2007


Dietro quei no il potere dei maschi

CONCITA DE GREGORIO
Ti cacciano dal Prado, ti fanno scendere dall´aereo, ti chiedono di uscire dal bar. Prima ti dicono che è tuo preciso dovere di donna e di madre allattare tuo figlio, se non lo fai sei degenere, lo privi per frivolo egoismo degli anticorpi che gli serviranno per vivere, mini la sua salute sei una specie di killer. Campagne ministeriali, proprio. Il latte in polvere oltretutto costa una fortuna le aziende ci speculano quindi ok, al seno. Poi quando lo fai ti pregano di allontanarti perché sei indecente, che vergogna quello spicchio di seno, ma che fa, ma dove crede di vivere, si copra.
Io non ci credo. Non credo all´indignazione né al turbamento maschile, non credo che siano stupidi né ipocriti che quasi sempre è lo stesso. Viviamo in un epoca in cui le ditte di abbigliamento si fanno pubblicità con foto dove lui cerca di violentare lei mentre un terzo impassibile li guarda. Esibire reggicalze e scollature anche posticce purché monumentali garantisce fama denaro e spesso un posto in Parlamento. Non ho mai visto una madre che allatta farlo con ostentazione, è un gesto intimo e necessario che si compie chine su se stesse. I reggiseni, se è questo il problema, non sono wonderbra di pizzo: sono scafandri col bottone. Le madonne dei quadri lo fanno nude, è difficile anche credere al turbamento estetico: siamo cresciuti davanti a icone di Vergini nutrici. Credo che sia un rigurgito di esercizio di potere, piuttosto.
I neonati hanno fame ogni due ore, qualcuno ogni ora. Se non puoi allattarli "in pubblico" devi stare a casa. Non un supermercato né un cinema, non un caffè al bar, figuriamoci se puoi prendere un aereo o andare in visita a un museo, fare un concorso. E´ tuo dovere di donna pensare prima al bambino. Meglio se sparisci dalla vista, dalla competizione, dalla vita. Vai, esci pure di scena. Ripresentati quando sei in forma, lato A e lato B ben esposti, possibilmente con la biancheria giusta.