Articolo da "Giornale di Brescia" del 6 settembre 2003

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Gb: pancia finta contro le gravidanze precoci
LONDRA
Una pancia finta che pesa tredici chili e che emula molti dei fastidi che provano le donne incinte. È questa l’ultima frontiera della lotta alle gravidanze precoci, l’estrema arma con la quale in Gran Bretagna si vogliono scoraggiare nelle adolescenti azzardate scelte di maternità. Si chiama Empathy Belly ed è un cosiddetto simulatore di gravidanza. Sarà sperimentato in una scuola media di Benchill, un quartiere difficile di Manchester dove il tasso di concepimento fra le adolescenti è di 49,8 per mille, sei punti in più di quello nazionale, che è il più alto d’Europa. Lo proveranno, su base volontaria, ragazzini maschi e femmine in età compresa fra gli 11 ed i 14 anni. «Abbiamo una delle percentuali più alte del Paese di gravidanze precoci. Spero che questo aiuti i giovani a capire cosa significa essere incinta», spiega Erica Powell, assistente sociale dell’ente benefico Barnardo, promotore dell’iniziativa. Empathy Bell arriva dagli Usa dove, a sentire il suo produttore ha già fatto miracoli per ridurre le gravidanze fra le giovanissime. Anni fa fu usato anche per far conoscere ai futuri padri desiderosi di immedesimarsi nei misteri della gravidanza i principali disturbi che le loro compagne erano costrette a sopportare. Si tratta di una protesi composta da grandi coppe imbottite per il seno, una pancia che si riempie di sette litri di acqua, completa di due pesi di piombo che poggiano sulla parte bassa dell’addome premendo sulla vescica. Il tutto è assemblato in una specie di camicia di forza che si indossa fermandola con una striscia di velcro. Un vero e proprio incubo. Empathy Belly simula venti sintomi ed effetti della gravidanza: fiato corto, aumentata pressione del sangue, stimolo alla minzione, dolori di schiena, andatura da papera, fatica, irritabilità. Una passeggiata con addosso questa specie di strumento di tortura - che peraltro costa circa 1.200 euro - sembra tolga alle ragazze ogni voglia di maternità. In Gran Bretagna le gravidanze in età precoce sono una vera e propria piaga sociale. Ogni mille neonati, 25 hanno una mamma con meno di 18 anni, contro i cinque di Italia e Francia, i sei del Belgio, i nove della Spagna. Le giovani che affrontano una gravidanza precoce subiscono ripercussioni negative sociali, sanitarie ed economiche. Molte lasciano la scuola, compromettendo la possibilità di trovare in futuro un lavoro soddisfacente. Il fenomeno ovviamente ha un pesante costo sociale, visto che le spese sanitarie ed i sussidi sono a carico della comunità. Il governo Blair da anni cerca di affrontare il problema: presso il Ministero della Sanità è stata creata una speciale unità incaricata di monitorare il fenomeno e studiare misure efficaci per contrastarlo.
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