Articolo da "La Repubblica" del 5 settembre 2005

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E' il tredici per cento della popolazione femminile della Timken High
Hanno tutte fra i sedici e i diciotto anni, resteranno a casa sei mesi
Ohio, la scuola delle giovani mamme
64 studentesse aspettano un bebé
Il preside: "Una cosa orrenda, cercheremo di dare una risposta"
Le famiglie: "Altro che predicare l'astinenza, la scuola fornisca i profilattici"
LIBRI e pannolini, compiti in classe e pappine, interrogazioni e ninne nanne. Una storia che ha dell'incredibile, ma non è un caso isolato. Sessantaquattro studentesse, di qui a qualche mese, diventeranno mamme. Frequentano tutte la stessa scuola. E rappresentano il tredici per cento della popolazione femminile dell'istituto, la Timken Senior High School, in Ohio, che conta 490 ragazze. "La trovo una cosa orribile, e spero di poter dare subito una risposta al fenomeno" ha dichiarato il preside della scuola, Kim Redmond.
Quel che accade nella scuola di questa vecchia città mineraria smentisce alcune recenti statistiche che parlavano di un calo della natalità fra i teenager. Ma secondo gli esperti, il problema non riguarda solo la Timken High. Dove, comunque, 64 studentesse in dolce attesa rappresentano senz'altro una specie di record. E ci si interroga sui motivi: l'inadeguatezza dell'educazione sessuale scolastica, l'ignoranza delle più elementari regole per il controllo delle nascite (o la trscuratezza nel farne uso), il crollo del tabù della maternità senza matrimonio.
Nulla a che vedere, nemmeno, con l'estrazione sociale o la provenienza geografica. Da una ricerca pubblicata lo scorso anno, curata da Jay Green, capo del dipartimento per le Riforme dell'educazione dell'Università dell'Arkansas, è emerso che ad aver fatto figli in età adolescenziale è stato il 20 per cento delle ragazze dei centri urbani, contro il quattordici per cento di quelle che vivono fuori dalle grandi città.
E questo perché - spiega la ricerca - le ragazze "metropolitane" non farebbero uso di contraccettivi "perché avrebbero meno da perdere, dal punto di vista economico e sociale, rispetto alle coetanee che vivono nei sobborghi". Ma Green non sa bene quale criterio applicare per spiegare la situazione della Timken High, che raccoglie circa mille studenti dalle aree periferiche della nona città più grande dello Stato.
"Ho pianto ogni giorno e ogni notte - racconta Monica Selby, 18 anni, incinta di sei mesi - e mi sento in colpa per quello che ho fatto". Invece Eric Wilson, 18 anni, che vende hot-dog a pochi isolati dalla scuola, sostiene che i media hanno ingigantito un falso problema: "Mia madre mi ha avuto quando era studentessa, e io stesso ho un figlio di due anni", dice. "Da queste parti non è niente di eccezionale, è pieno di genitori che hanno avuto kids quando anche loro erano kids".
Lo scorso anno, in entrambe le high school del distretto cittadino si sono registrate 55 gravidanze fra le studentesse. Quest'anno sono novantanove, metà delle quali alla Timken, dove le ragazze in attesa possono restare a casa per sei mesi, una volta partorito.
Ma Joanne Hinton, che ha una figlia di 16 anni, Rachel, incinta di otto mesi, è convinta che non sia sufficiente l'educazione sessuale scolastica, basata sostanzialmente sull'invito all'astinenza. "E' ora di aprire gli occhi: questi ragazzi fanno sesso. Altro che predicare astinenza, sarebbe meglio fornire loro profilattici". Fra l'altro, la famiglia Hinton è la prova che - come dice Joanne - potrebbe accadere a chiunque, non importa chi tu sia, o da dove tu venga. Due genitori innamorati e attenti, tanto da chiedere alla figlia "mille volte alla settimana se si droga, se beve alcolici, se fa sesso. L'abbiamo sempre controllata, ma non è bastato".
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