| Francia, un ospedale per le donne che hanno un figlio ma non si sentono mamme La clinica delle madri sbagliate DAL NOSTRO INVIATO L´ospedale di Saint-Cyr-L´Ecole, vicino a Versailles, è unico al mondo nel suo genere: cura le donne che pur avendo un figlio non si sentono mamme. «Partorire non basta per diventare madri», spiega il dottore Jean-Marie Delassus, un uomo corpulento, laureato in Psicologia, che negli anni Ottanta ha inventato questa strana disciplina, ovvero lo studio di come si sviluppa l´istinto materno. Il suo centro adesso è finanziato dallo Stato, fa parte del sistema sanitario nazionale e c´è una proposta di legge per creare strutture simili in ogni regione. Non è una scienza scritta nelle enciclopedie e sta anche provocando molte polemiche. Ma secondo alcuni specialisti avrà un gran futuro: una madre su dieci ha difficoltà affettive nel primo anno di vita del bambino. E´ un disagio diverso dalla depressione post-partum o il baby-blues, che si manifesta attorno al terzo giorno dopo la nascita e scompare subito dopo. «Questo è un male oscuro e segreto», racconta Delassus. «Le madri covano un disagio profondo per settimane, mesi. Soffrono e si vergognano, perché non amare il proprio figlio è la cosa più terribile che possa accadere a una donna». Dopo anni passati a studiare, i medici non hanno trovato un´origine comune al "mal di madre": a volte la causa è da ricercare nell´infanzia, altre volte è un problema con il marito, l´immagine che una donna vuole avere di sé, o ancora è l´incertezza economica e lavorativa. Di una cosa gli specialisti della clinica sono certi. «Se non curato, questo malessere degenera in malattia psichiatrica, può portare a maltrattamenti e in casi estremi al suicidio delle madri o all´infanticidio». Margherita, mimosa, tulipano. Ogni stanza ha il nome di un fiore. In questi corridoi, i fatti di cronaca che fanno discutere in Italia, da Cogne a Merano, non sono affatto visti con stupore. Nessuno qui si scandalizza che una donna che porta in grembo un bambino possa avere nei confronti della piccola creatura pulsioni orribili o comunque preoccupanti. Come è successo a Michelle, una pianista che vive a Parigi, nel sedicesimo arrondissement. Bella, colta, madre da meno di tre settimane di Raphael. L´altro giorno ha telefonato in lacrime: «Sta urlando ancora. Se continua lo butto dalla finestra». Sylvie invece, un´impiegata al secondo figlio, ha sofferto di attacchi di panico subito dopo la nascita di Patrice, 4 mesi fa. «Non mi sentivo all´altezza. Temevo che ogni mio gesto potesse fargli del male». Per Emmanuelle la nascita di Pierre, dopo anni in cui credeva di non poter rimanere incinta e un trattamento ormonale, è stata la fine di un´illusione. «Mi sento di ghiaccio», racconta. «Non riesco a comunicare, è come se non provassi nulla per lui». Quando arrivano, madre e figlio vengono separati. «Le donne sono esauste, tesissime. La prima cosa è farle riposare». Spesso sono aiutate da tranquillanti. «Sono i soli medicinali che usiamo», assicura il direttore dell´ospedale. L´uso di farmaci e il fatto di allontanare il bambino ha suscitato le critiche di ostetriche e pediatri. Le pazienti vivono in questa casa per circa sei settimane, i mariti vengono tutti i giorni. Spesso partecipano alle sedute di psicoterapia. La giornata è scandita dalle poppate dei neonati: il personale medico insegna come tenere il bambino, come guardarlo. Si fanno passeggiate, incontri con le altre mamme. «Potersi confrontare con donne nella stessa situazione è già un sollievo», spiega Anne Catherine Cassin, psicologa della clinica. L´idea di medicalizzare un malessere femminile che esiste dalla notte dei tempi suscita molte perplessità. «La mia famiglia mi vedeva come un mostro», ricorda Brigitte, ex paziente dell´ospedale, che ora ha creato il sito "Maman Blues". Un forum dove le madri infelici possono confessare il loro malessere. «Spesso si guarisce ma è importante poter ammettere di star male». Le visitatrici sono in aumento, come le pazienti della clinica. |
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