Articolo da "Il Piccolo di trieste" del 26 marzo 2003
Dopo il ritrovamento del corpicino in un cassonetto misure cautelari per concorso in infanticidio e occultamento di cadavere
Neonato ucciso, accusate le donne di casa
La madre piantonata in ospedale, in carcere la nonna, ai domiciliari la bisnonna

ROMA - Sono state arrestate ieri mattina la mamma, la nonna e la bisnonna del neonato trovato morto lunedì in un cassonetto dei rifiuti a Maiano Monti, piccola frazione di Fusignano, nel ravennate. Le tre donne - la puerpera 32enne, la nonna 55enne e la bisnonna di 77 anni - avrebbero gettato il piccolo appena venuto alla luce, non si sa ancora se vivo o gìa morto.

Finite nelle indagini dei carabinieri del reparto operativo di Ravenna, le tre donne sono state interrogate fino a notte fonda. Poi sono state arrestate con l'accusa di concorso in omicidio e occultamento di cadavere. «Siamo in una fase delicatissima», si è limitato a dire ieri il magistrato titolare delle indagini, Silvia Ziniti.

Non si conoscono altri particolari sulla vicenda: sarà l'autopsia a fornire nuovi elementi agli inquirenti, dimostrando se al momento della nascita il bimbo fosse vivo oppure se è morto in seguito e, se sì, in quale modo.

Sarebbe stata la madre, una donna con problemi psichici, a presentarsi all'ospedale di Lugo (dove è tuttora piantonata) con una forte emorragia. I medici, dopo i primi accertamenti, hanno capito che aveva partorito da poche ore.

L'allarme è partito proprio dall'ospedale, dove la madre è tuttora piantonata. I carabinieri hanno trovato il corpicino nel cassonetto a trenta metri dall'abitazione dove la donna - che non era sposata ed era seguita dai servizi sociali - vive con la madre.

Secondo una prima ricostruzione della dinamica, il parto sarebbe avvenuto nel bagno, poi il piccolo sarebbe stato avvolto nei pantaloni insanguinati del pigiama.

La nonna è stata rinchiusa nella sezione femminile del carcere di Forlì, la bisnonna è invece agli arresti domiciliari.

Tutto il paesino di Maiano è ora sotto choc per questa tragedia che coinvolge tre generazioni. La gente descrive la giovane mamma arrestata come una persona estremamente riservata: non parlava mai con nessuno e girava sempre in bicicletta, da sola, non rispondendo neppure al saluto di chi la incontrava. Nessuno, in paese, si sarebbe accorto della gravidanza o di una relazione della donna con qualcuno del posto.

Elisabetta Martorelli