Una ricerca di Altroconsumo conferma che la media nazionale è il doppio rispetto a quella continentale. E rivela i disagi delle mamme
Parto cesareo, Italia prima in Europa
Al sud lo sceglie una donna su due. L´Oms: il massimo è il 20%, fate più epidurali
Il ministro Turco: "Sia praticata l´anestesia che garantisce la gravidanza indolore"
CATERINA PASOLINI
ROMA - Siamo leader, ma le donne italiane di questo primato ne farebbero volentieri a meno. Perché è un record che parla di dolore e ferite. Siamo infatti primi in Europa come numero di cesarei e allo stesso tempo fanalini di coda nel parto indolore. Questo dicono le statistiche: è boom delle nascite in sala operatoria. Erano l´11,2% nell´80 ora la media è del 35, con punte del 47 % al sud e in alcuni istituti privati napoletani addirittura del 68%. Cifre lontane dall´Europa: che vedono l´Olanda con solo 13 cesarei su cento, la Francia al 19 e la Germania a 24.
«L´Organizzazione mondiale della sanità considera fisiologico un 15-20%: in Italia siamo al doppio di cesarei», dice Marco Anelli, coordinatore della ricerca di Altroconsumo che ha fatto un viaggio seguendo le donne al momento del parto in otto città, da Milano a Bari, da Genova a Torino, in decine di ospedali. Un´indagine in giro per i reparti dove a occuparsi delle gestanti al momento del travaglio c´era soprattutto l´ostetrica (92%), anche se il 98% delle donne si era affidata durante la gravidanza a un ginecologo che è stato però presente al parto solo nel 21% dei casi. Ed è lei, l´ostetrica, la figura medica più apprezzata dalle partorienti. «La realtà è che invece di una terapia del dolore farmacologica, in Italia l´unica terapia anti-sofferenza garantita alle partorienti è quella umana», dice Anelli.
Le cifre parlano chiaro: solo il 3,7 delle italiane partorisce senza dolore con l´epidurale contro il 90% delle americane, il 60 delle francesi, il 70 delle inglesi e il 38 delle spagnole. Che, guarda caso, hanno un numero nettamente inferiore di cesarei. «In effetti al di là del medico che col cesareo pensa di aver più sotto controllo la situazione, alcune donne lo scelgono per avere sicurezza di non soffrire». Il maggior numero di parti spontanei senza dolore, 7 su cento, avviene in Toscana. Umbria, Emilia. La Lombardia è a quota 5 e il Piemonte a 3,8 mentre il resto delle regioni naviga attorno all´1%. Molto dolore e molti cesarei: le regioni più «interventiste» sono Campania al 46%, Puglia al 44,3 e Basilicata al 41,1 mentre le più «naturali» sono Calabria con 21,2% parti cesarei, Trentino con 24,7, Lombardia 26,6 % e Toscana con 27,7. Il Lazio è a quota 33,5% dicono i dati dell´istituto superiore di sanità.
Che fare dunque davanti a tanti cesarei e tanto dolore? «La riduzione dei cesarei passa innanzitutto attraverso una buona preparazione al parto naturale. Poi le donne hanno diritto di non soffrire. Per questo abbiamo messo l´epidurale nei livelli essenziali di assistenza e nelle regioni ci saranno ospedali che dovranno garantire il servizio», dice il ministro della Salute Livia Turco.
L´indagine di Altroconsumo svela anche le proteste delle donne per le «troppe episiotomie, i tagli al momento del parto», il 47% le ha subite. Molte si sarebbero forse evitate lasciando le donne libere di assumere la posizione preferita invece che sdraiate. Troppe donne poi hanno rinunciato ad allattare perché al 58% di loro è stato detto che non avevano latte a sufficienza. Cosa che si verifica, dicono gli esperti, soltanto nel 2% dei casi.