COME CAMBIA IL CERVELLO DI UNA MADRE
Una lezione oggi all´Auditorium
Le ricerche scientifiche illuminano il mondo della maternità e dello sviluppo infantile
Le modificazioni psichiche possono scivolare anche verso la patologia
Sotto la spinta degli ormoni la donna migliora le prestazioni e addirittura i suoi neuroni diventano più grandi
È durante la gravidanza che si attiva quello che è stato definito il "circuito cerebrale materno"
MASSIMO AMMANITI
Pubblichiamo parte della "lectio" che terrà oggi all´Auditorium di Roma alle 15,30, nell´ambito del Festival delle Scienze
Se nel famoso e discusso quadro del pittore francese Gustave Courbet L´origine del mondo la creazione umana viene collocata nel corpo o meglio nei genitali femminili, la ricerca psicologica e neurobiologica più recente ha spostato l´attenzione sulla mente e sul cervello delle madri.
Nella storia della specie umana la maternità è profondamente cambiata, con tutta probabilità con l´acquisizione della posizione eretta, che ha favorito la cura e l´allevamento dei figli. Infatti, a differenza degli altri primati, con la posizione eretta il contatto e lo scambio visivo fra madre e figli sono divenuti quanto mai determinanti nella comunicazione e nella condivisione dei reciproci stati d´animo, confermato anche dal fatto che nell´occhio umano si può cogliere la direzione dello sguardo in quanto la pupilla e l´iride sono ben distinguibili.
Queste particolari capacità umane sono divenute via via più importanti per l´allevamento dei figli, dal momento che i lattanti, se sono relativamente immaturi sul piano motorio, sono allo stesso tempo precoci nello sviluppo delle competenze comunicative, requisito indispensabile per far parte della comunità umana. Per tal motivo le madri e i padri si preparano per molto tempo a prendersi cura e ad interagire con i figli fin dalla nascita accompagnandoli fino alle soglie dell´età adulta.
Già Freud, nel suo scritto del 1914 Introduzione al Narcisismo, aveva parlato della tendenza dei genitori «ad attribuire ogni perfezione al figlio» che viene al mondo, con la missione di mettere in atto i sogni e i desideri irrealizzati dei genitori, in altri termini un amore fortemente contrassegnato dal narcisismo. Ma nella maternità, come ha messo in luce la ricerca più recente di Daniel Stern, vi è anche un profondo cambiamento psichico in ogni donna, caratterizzato dall´emergere della costellazione materna. Dopo la fecondazione ogni donna, in modo più o meno consapevole, si comincia a chiedere se sia in grado di mettere al mondo un figlio e farlo crescere, se saprà amarlo rispondendo alle sue esigenze psicologiche e infine se sarà come la propria madre o addirittura più brava.
Durante la gravidanza si creano le condizioni perché una donna diventi anche madre e si prepari a pensare per due, ossia per quando si dovrà occupare del figlio ormai nato. In modo quasi sotterraneo ogni donna si comincia a vedere come madre e si costruisce un´immagine mentale del figlio, che in questa fase è solo una presenza all´interno del proprio corpo via via più evidente. Naturalmente ogni donna ha un suo percorso personale guidato da una sorta di navigatore mentale che ha preso corpo nei primi anni della sua vita, costituito dai legami di attaccamento con i propri genitori che adesso sono il riferimento essenziale nel diventare madre. Va segnalato che i legami di attaccamento che una donna ha avuto con i propri genitori permettono di predire, addirittura con una probabilità del 75%, l´attaccamento del figlio ad un anno, una trasmissione intergenerazionale che costituisce una sorta di deriva tipica di ogni famiglia.
Negli ultimi mesi di gravidanza il pensiero di ogni donna si focalizza sempre più sul figlio, uno stato mentale caratterizzato da preoccupazioni insistenti sullo stato di salute del figlio che obbligano la donna ad occuparsi del figlio e di se stessa e verificare che tutta proceda nel migliore dei modi. Si tratta di uno stato psichico specifico - «quasi una malattia» - descritto dallo psicoanalista inglese Winnicott, ossia la preoccupazione materna primaria. Si è parlato fino ad ora quasi esclusivamente della madre, ma anche il padre compartecipa, oggi ancora di più rispetto al passato, all´attesa e alla nascita del figlio e anche lui manifesta le stesse preoccupazioni, anche se meno intense.
Proprio in queste ultime fasi della gravidanza e subito dopo la nascita del figlio vi è il rischio che queste modificazioni psichiche comportino uno scivolamento verso la patologia: non è infrequente che compaiano disturbi ossessivi oppure stati depressivi, che possono riguardare il 10% delle madri. La cronaca ha raccontato negli ultimi anni i comportamenti di madri che hanno colpito anche con violenza i figli, spesso senza che le persone di famiglia si rendessero conto della presenza di queste difficoltà.
Se questo avviene nella mente delle madri, anche a livello del cervello avvengono grandi cambiamenti durante la gravidanza, come viene raccontato nel libro The mommy brain (Il cervello delle madri, Basic Books) di Katherine Ellison. Tramite questi cambiamenti il cervello delle madri sotto la spinta degli ormoni migliora le sue prestazioni, addirittura i neuroni diventano più grandi.
In campo animale sono state effettuate delle prove mettendo a confronto il comportamento delle topoline che avevano avuto da poco una cucciolata con topoline ancora vergini. Messe all´interno di un labirinto le topoline dovevano trovare il cibo nascosto in uno dei bracci e mentre le topoline vergini ci mettevano sette giorni a scovarlo, le topoline madri ci impiegavano solo tre minuti. Occuparsi dei figli obbliga ad aguzzare l´ingegno per farli sopravvivere, questa conclusione potrebbe ribaltare il luogo comune che avere figli ostacola la realizzazione femminile ad esempio in campo lavorativo.
Ma passiamo ora alle madri nella specie umana. Durante la gravidanza si attiva quello che è stato definito il circuito cerebrale materno, che indubbiamente facilita la comunicazione col figlio neonato e permette di focalizzare su di lui tutte le proprie energie. Anche la recente scoperta dei neuroni specchio a livello cerebrale apre interessanti sviluppi per studiare il comportamento delle madri. Infatti le madri anche osservando il comportamento del figlio, ad esempio se questo pianga o rida, entrano in risonanza emotiva col figlio come se stessero anche loro provando le stesse emozioni. Naturalmente le madri non si limitano ad osservare i comportamenti dei figli, sono anche in grado - come abbiamo messo in luce tramite le nostre ricerche - di attivare le aree cerebrali che predispongono le risposte motorie quando il bambino pianga o manifesti un malessere.
Se l´uomo è riuscito a sopravvivere anche in condizioni difficili e addirittura avverse questo è dipeso dalle sue grandi capacità di adattamento e di comunicazione, che si cominciano a sviluppare fin dalla nascita con l´aiuto dei genitori e della famiglia. La ricerca sta illuminando il mondo della maternità e dello sviluppo infantile, ma non dimentichiamo che - come Freud annotò - scrittori ed artisti hanno spesso intuito, anche molti secoli prima, quello che stiamo scoprendo oggi: basta guardare il disegno di Raffaello Le teste della Madonna e del bambino in cui vengono colte con grande intensità le espressioni emotive di una madre e del figlio nell´unicità del loro incontro.