Il nuovo libro della scrittrice divide gli Usa. E il suo blog si riempie d'insulti
«Morirei per il mio vero figlio,
ma per quello adottivo no»
La Walker: amore più forte se c’è il legame di sangue
NEW YORK«Per il mio figlio biologico sono pronta a morire, per quello adottivo no». «L'amore di mamma è più forte se c’è il legame del sangue». Sono alcuni dei passaggi di Baby Love: choosing motherhood after a lifetime of ambivalence, il nuovo libro di Rebecca Walker figlia dell'acclamata scrittrice afro-american a Alice Walker ("Il colore viola", tra i suoi libri) e di Mel Leventhal, avvocato ebreo e leader del movimento dei diritti civili che ha scatenato un putiferio di polemiche negli Stati Uniti. La trentasettenne Rebecca non è nuova alle controversie. Nel suo best-seller del 2001 «Black, white and jewish» (nero, bianco e giudeo) la scrittrice denunciava «la profonda crisi di identità dei figli misti». E accusava la celebre madre di non averla amata, da piccola, «perché ho la pelle più chiara della sua». Da allora l'autrice de «Il colore viola» non le rivolge più la parola. Ma la disputa, oggi, ha un carattere ben più corale. «La gente è uscita di senno per questo libro», ammette l’autrice e femminista, nominata dal settimanale Time «una delle 50 future leader d’America». «Non m'aspettavo una reazione tanto viscerale ».
Nel libro la Walker, che si vanta d’essere «bisex e bi-razziale», esplora la sua decisione di dare alla luce un figlio, Tenzin, con il suo compagno ed ex insegnante di buddismo Glen, con il quale vive alle Hawaii. Nell’occhio del ciclone è finito il capitolo in cui l’autrice descrive la differenza tra l’amore che prova per Tenzin e quello che gli ispira Solomon, oggi teenager, adottato quando faceva coppia fissa con la cantante-musicista lesbica Me’shell Ndegéocello. «Non è uguale scrive la Walker : l’amore che provi per un figlio adottivo non sarà mai intenso come quello che senti per il sangue del tuo sangue. Per Tenzin farei qualsiasi cosa. Per Solomon no». In una recente intervista al New York Times ha rafforzato la distinzione: «Mentre sono pronta a morire per Tenzin, non credo che farei lo stesso per il mio figlio adottivo». Apriti cielo. Una valanga di lettere di protesta hanno intasato per giorni la redazione del Times e il blog dell’autrice, al sito RebeccaWalker.com. «A nome di tutte le donne infertili del pianetaprotesta la presidentessa di un gruppo di mamme adottive i tuoi commenti sono offensivi, oltraggiosi ed inauditi».
«Non ne sono affatto orgogliosa ribatte la Walker , ma per colmare quel divario, che sicuramente esiste, l’onestà è un obbligo. Penso sia salutare parlare dei tanti e diversi tipi di amoreprecisa . Una madre ama ognuno dei suoi figli in maniera diversa. Anche Solomon ama di più la madre biologica, Me’shell. Ma per me va bene così». Mentre sulla blogosfera qualcuno parla già di boicottare il libro, a difenderla è la scrittrice femminista Erica Jong. «Ammiro il suo coraggio nell’elaborare un tema tanto delicato e personalespiega l’autrice di Paura di volare . Non tutti la pensano come lei e conosco tante mamme disposte a morire per il proprio figlio adottivo. Ma a prescindere dalla posizione di ciascuna, credo sia giusto mettere a nudo queste emozioni nascoste. Rebecca Walker ha infranto un grande tabù e per questo dobbiamo esserle grate ».