Pollina (Forza Italia) chiede una legge per vietarlo
Il caso del velo arriva in Parlamento
Il Senato discuterà su donne e Islam. La Santanchè: quel simbolo è come la stella gialla per gli ebre
ROMA «Il velo è come la stella gialla per gli ebrei, è uno strumento di sottomissione», ha insistito ieri Daniela Santanchè, sotto scorta dopo gli insulti e le minacce dell'imam di Segrate a causa delle sue dichiarazioni sul velo islamico. I due non sono riusciti a chiarirsi l'altra sera davanti alle telecamere di Porta a Porta. Ma i messaggi di solidarietà alla deputata di An sono arrivati da tutto il mondo politico e dopo la proposta di Livia Turco di mettere in piedi una «lobby rosa», Barbara Pollastrini ha in cantiere una consulta al femminile, un forum delle religioni e delle etnie da istituire presso il ministero delle Pari Opportunità. «Ne ho già informato Amato» ha detto Pollastrini. Che ha aggiunto: «Continuerò i colloqui avviati per fondare l'iniziativa su basi solide e condivise. Questo non è l'ennesimo tentativo di una lobby rosa, è qualcosa di più significativo. I diritti umani sono centrali nelle Carte sopranazionali, nella Costituzione europea, oltre che nella nostra stessa Costituzione».
LA DISCUSSIONE Il presidente del Senato Franco Marini ha annunciato che nella prossima conferenza dei capigruppo verrà affrontato il tema del velo dopo che da più parti è arrivata l'urgenza di discutere dell'argomento: «Unificheremo la valutazione delle iniziative che riguardano lo stesso problema per poi dare una risposta adeguata». E intanto Angelo Pollina (Forza Italia) chiede una legge per vietare il velo. La Santanchè, dal canto suo, ieri è tornata battagliera più che mai sull'argomento e dai microfoni di Rtl ha paragonato il velo islamico alla stella gialla per gli ebrei, rimarcando che «i maschi musulmani vogliono far vedere come le loro donne siano sottomesse, vogliono far valere la loro cultura autarchica maschilista. Le donne non mettono il velo per convinzione, ma per costrizione, hanno paura, sono obbligate». Le femministe non condividono e Santanchè le incalza: «A me non preoccupano le minacce. Mi preoccupa questo silenzio assordante delle femministe che non hanno detto neanche una parola. Non capisco che cosa dobbiamo aspettare per mettere in campo delle azioni politiche. C'è la paura di apparire politicamente non corrette».
«FALSO PROBLEMA» Le giovani diessine, che pur criticano gli insulti alla deputata di An, sono convinte che il velo «è un falso problema. Il punto è un altro: superare gli imbarazzi e chiedere alle donne e agli uomini di ogni appartenenza, cultura e religione di adeguarsi all'autonomia e alla libertà delle donne occidentali. Quelli sono valori non negoziabili». Ma il velo è davvero come la stella gialla per gli ebrei, come dice Santanchè? «Il paragone è improprio ribatte l'imam Yahya Sergio Pallavicini, islamico moderato, vicepresidente della Comunità religiosa islamica italiana . I nazisti facevano un uso sbagliato della stella di David, ma il problema non era la stella di David. Dobbiamo difendere i simboli religiosi. Non è che se eliminiamo il velo abbiamo risolto la strumentalizzazione del velo da parte dei fondamentalisti».
iIL CORANO E proprio sul velo, se c'è o non c'è nel Corano l'obbligo di portarlo, i pensieri si dividono all'interno delle stesse comunità musulmane in Italia. L'imam dell'istituto culturale di viale Jenner a Milano, vicino a tesi più integraliste, dice che «Dio obbliga le donne musulmane a mettere il niqab», il presidente dell'assemblea musulmana d'Italia Abdul Hadi Massimo Palazzi lo nega: «Il velo è una tradizione che si è diffusa tardivamente tra i musulmani».
Mariolina Iossa