Aborto, l´anatema del Vaticano "E´ il terrorismo dal volto umano"
E il Papa scrive alla Merkel: cancellare il debito dei paesi poveri
Carteggio tra il Papa e la cancelliera in vista della presidenza tedesca del G8. Ratzinger definisce una priorità la lotta contro l´Aids
Le accuse della Congregazione per la Dottrina della Fede, l´ex Sant´Uffizio
MARCO POLITI
CITTA´ DEL VATICANO - L´aborto è terrorismo, la pillola abortiva è terrorismo ed egualmente l´eutanasia. Il violentissimo attacco viene direttamente dall´ex Sant´Uffizio, la Congregazione per la Dottrina della fede. Mons. Angelo Amato, segretario del dicastero, sceglie un convegno sul terrorismo - organizzato dal Consiglio vaticano per i Migranti - per lanciare una demonizzazione delle leggi che garantiscono l´interruzione di gravidanza. «Oltre all´abominevole terrorismo dei kamikaze c´è il cosiddetto terrorismo dal volto umano», ha dichiarato. Il prelato se l´è presa con l´«insidia» del linguaggio politicamente corretto, dove «l´aborto viene chiamato interruzione volontaria della gravidanza e non uccisione di un essere umano indifeso o quando l´eutanasia viene chiamata più blandamente morte con dignità». Monsignor Amato ha spiegato che il male non sta solo nell´azione di individui o gruppi terroristici, ma proviene anche da «centrali oscure, da laboratori di opinioni false, da potenze anonime che martellano le nostre menti con messaggi falsi, giudicando ridicolo e retrogrado un comportamento conforme al Vangelo». In un crescendo di accuse il prelato ha definito le cliniche in cui si praticano aborti «autentici mattatoi di esseri umani in boccio» e ha condannato i laboratori dove si fabbrica la pillola Ru 486 e gli istituti «dove si manipolano gli embrioni umani». Sotto accusa anche «i parlamenti dove si promulgano leggi contrarie all´essere umano».
Nella sua arringa di estrema violenza ha accomunato leggi statali, attività parlamentare, pillole abortive, eutanasia in un fascio maledetto, in cui spiccano anche le trame delle sette sataniche che praticano il «culto sacrilego del male». L´intervento di monsignor Amato riflette fedelmente la linea propugnata dal papa, che in Italia spinge l´episcopato a impedire l´uso della pillola abortiva Ru 486 e a frenare una legge sul testamento biologico, mentre in Messico appoggia i vescovi nella battaglia frontale contro la liberalizzazione dell´aborto. A Città del Messico il cardinale Norberto Rivera Carrera ha diffuso in tutte le chiese un elogio per la «paterna preoccupazione (del Papa) per un progetto di legge che contiene una gravissima minaccia alla vita innocente e indifesa dei nascituri».
E tuttavia il Vaticano non vuole dare l´impressione di produrre solo dei "no". Ieri è stato reso noto un inusuale carteggio tra il pontefice e la cancelliera tedesca Merkel. In vista della presidenza tedesca del G8, Benedetto XVI ha chiesto il 16 dicembre 2006 un impegno a fondo per combattere la povertà, specialmente in Africa, per affrontare il dilagare delle epidemie come l´Aids, la tubercolosi, la malaria e per la cancellazione del debito dei paesi sull´orlo della bancarotta. Il Papa denuncia l´«incapacità dei Paesi ricchi di offrire ai Paesi più poveri, in particolare a quelli dell´Africa, adeguate condizioni finanziarie e commerciali che renderebbero possibile un loro sviluppo duraturo». E propone una «rapida cancellazione completa ed incondizionata del debito estero dei Paesi poveri fortemente indebitati e dei Paesi meno sviluppati». La Merkel ha risposto nel febbraio scorso valorizzando le iniziative della Chiesa cattolica e garantendo il sostegno della Germania alle operazioni di riduzione del debito e di aiuto perché i Paesi poveri non ricadano in situazioni di indebitamento. La cancelliera definisce poi una «priorità» la lotta contro l´Aids e, infine, prospetta il dialogo anche con i Paesi «emergenti» come India, Cina e Brasile. Il carteggio, commenta il portavoce vaticano Lombardi, è la prova che Ratzinger «non è eurocentrico».
Proprio sul tema dell´Aids la Chiesa valdese lancia quest´anno per la raccolta dell´8 per mille (cui contribuiscono anche molti cattolici per protesta contro le ingerenze politiche della Cei) una campagna a favore del preservativo. Incentrata su aiuti all´Africa, la campagna si chiama «Un pozzo per l´acqua, un profilattico contro l´Aids, un sorriso alla vita». Mentre ancora il Vaticano discute ancora se ammettere il profilattico come «male minore», altre Chiese cristiane si impegnano da decenni in Africa nell´educazione al preservativo per bloccare il contagio.