Islamabad, protagoniste dell´azione stile Taliban le allieve di una madrassa legata all´estremismo
Raid delle studentesse coraniche rapite le ragazze di una casa chiusa
Il preside islamico chiede un´inchiesta per prostituzione. La polizia: se non liberano gli ostaggi interverremo
FRANCESCA CAFERRI
Le ragazze terribili della Jamia Hafsa sono tornate a colpire. Se possibile, con un´azione ancora più spettacolare di quelle che le hanno già portate - burqa ben piantato indosso, cartelli scritti in inglese in mano, in un caso anche con un mitra Ak-47 a tracolla - sui giornali di tutto il mondo. Le studentesse della scuola coranica più famosa di Islamabad, culla di quell´estremismo che il presidente Pervez Musharraf vorrebbe sradicare e vede invece crescere giorno dopo giorno sotto ai suoi occhi, ieri mattina hanno fatto irruzione in una casa a poca distanza dalla loro madrasa: con un´azione che ha ricordato quelle moralizzatrici dei Taliban in Afghanistan, le giovani hanno accusato la proprietaria di gestire un bordello e le hanno intimato di chiudere immediatamente l´attività. Di fronte al rifiuto della donna hanno portato via lei, la figlia e la cognata, costringendole a seguirle all´interno della scuola e chiudendole dentro.
Quando la polizia è arrivata per liberarle si è trovata di fronte a un muro di studenti e studentesse: i poliziotti hanno portato via quattro persone direttamente coinvolte nel sequestro ma non sono riusciti a liberare le prigioniere. Due poliziotti sono stati anzi bloccati dai sostenitori della madrasa e le loro autovetture requisite.
Ieri a tarda serata il braccio di ferro era ancora in corso, con le studentesse asserragliate dentro l´istituto insieme agli ostaggi e i poliziotti in tenuta anti-sommossa pronti a intervenire fuori. E le premesse per una crisi di lunga durata c´erano tutte: «Abbiamo chiuso il loro bordello. Le donne sono con noi dentro la madrasa e chiediamo che sia aperta contro di loro un´indagine per sfruttamento della prostituzione», ha detto in una conferenza stampa Abdul Rashid Ghazi, il religioso che guida la scuola. «Sono dei pazzi. Stiamo cercando di risolvere tutto con il negoziato: ma se non rilasceranno presto gli ostaggi saremo costretti a intervenire», ha risposto attraverso l´agenzia Reuters l´ufficiale di polizia incaricato di gestire la questione.
La Jamia Hafsa è una delle più famose scuole coraniche di Islamabad e negli ultimi anni è diventata una delle spine nel fianco del presidente Musharraf: dalle sue cattedre Abdul Rashid Ghazi ha a più riprese invitato i fedeli a unirsi alla guerra santa di Osama Bin Laden e a combattere l´Occidente. La fama estremista dell´istituzione negli ultimi tempi si è ulteriormente rafforzata: secondo la polizia pachistana sia gli attentatori che nel luglio 2005 colpirono la metropolitana di Londra che quelli responsabili degli ultimi attacchi agli occidentali in Pakistan erano legati alla scuola.
I tentativi di chiuderla o di limitarne l´azione finora sono sempre falliti. Il più importante risale a gennaio: allora il governo ordinò la demolizione della moschea adiacente alla scuola, costruita su terreni pubblici senza autorizzazione. Per tutta risposta le ragazze della madrasa occuparono la biblioteca adiacente alla moschea. Due mesi dopo sono ancora là. Da ieri, a fare loro compagnia ci sono le compagne chiuse nell´edificio scolastico poco distante con i loro tre ostaggi.