| SOTTO IL VELO ..... sotto il velo la donna... Di solito ce la mettono le religioni. Per le figlie di Eva la peccaminosa, per umiltà e sottomissione a Dio e all'uomo e per le figlie di Allah per la cui tradizione, come interpretava Rossanda ancora nel 1999 “...volto, capelli, orecchie (e non parliamo del resto del corpo) sono tutti una vagina spalancata e tentatrice, vas iniquitatis che può essere scoperchiato dal solo uomo che se ne è appropriato con il matrimonio. Il velo è l'imene e va ostentato a perpetuo ammonimento verso se stessa le altre e gli altri che la donna è essenzialmente il suo sesso”. Da nascondere tutto o tutto da mostrare... dal fazzoletto in testa, all'abito nero lungo e informe, al burqa con la grata per gli occhi alle ammiccanti veline dello starnazzante schermo televisivo al senza velo integrale del calendario metalmeccanico ad eterno appagamento pubblico del pubblico maschile. Sotto il velo e senza veli... morale e immorale... integralismi entrambi dai quali, è abbastanza facile capire, per le donne, non ne può derivare libertà alcuna. Ma nel globale scontro dei mondi, è INTORNO AL VELO che oggi si guerreggia negli stati d'Europa; segno e simbolo d'appartenenza, bandiera d'identità tanto più ostentata quanto più proibita. Le vicende francesi ne sono un bell'esempio. Alma e Lila, nell'ottobre dell'anno scorso vengono espulse dal liceo di Aubervilles perchè, convertitesi all'islam si rifiutano di togliere il velo durante le lezioni; il caso si ripete nel mese successivo con una ragazzina di dodici anni espulsa da scuola ed accusata di “proselitismo aggravato”. Chirac proclama che ci vuole una legge per difendere la laicità dello stato. Ed è questo concetto che dall'alpi alle piramidi (anche in Egitto si lanciano fatwe contro Chirac) va a connotare l'altro schieramento sui due fronti del 'velo sì' 'velo no'. Simboli (o obblighi) religiosi e laicità delle istituzioni; ecco i termini del contendere. In Germania il presidente Rau dice che se si vieta ad un insegnante l'uso del velo islamico in classe, allora bisognerebbe vietare anche l'affissione in aula del crocefisso.... apriti cielo!! E non ci ricordiamo forse la sceneggiata di Ofena, il crocifisso a scuola e il povero pretore dell'Aquila?... La legge di Chirac proibirà i simboli religiosi “ostensibili” (grande discussione di questo criptico aggettivo) e detterà le misure per quelli ammessi (croci, stelle di David, mani di Fatima...). Chirac si è dichiarato “vigilante e intransigente di fronte alle minacce di un ritorno indietro” sui diritti delle donne e la questione del velo riguarda prima di tutto questo aspetto. Che dire? Accodarsi nel sostenere la laicità dello stato, come d'altra parte, soprattutto qui se ne avrebbe ben d'onde soprattutto dopo la legge sulla procreazione assistita? Verrebbe quasi naturale. Quasi, se si pensasse che lo stato e naturalmente la scuola e le sue istituzioni sono garanzia di libertà, di autodeterminazione e di diritti. Se l'integrazione proposta passa per l'omologazione, questo non va bene. L'omologazione cancella, non libera. Si ripete quello che si è già compiuto sulle lingue minoritarie cancellate in nome della lingua (che è storia e cultura) nazionale di stato. Si obietterà che nei simboli religiosi si sedimentano i retaggi del dominio... certo, in tutti: dal velo, alla croce, alle crociate antiche e moderne... anche nelle lingue si sedimenta e si stratifica il vissuto di un popolo, ma sta a quel popolo, alla sua “autocoscienza” rendersi consapevole del 'buono' e del 'cattivo' della propria storia, sta ad ogni etnia emanciparsi dal proprio sistema religioso di dominio; sta alle singole donne confrontarsi, coalizzarsi e disobbedire... Dovranno vedere in Chirac -rappresentante di uno stato colonizzatore (uno fra i tanti)- il paladino dell'emancipazione? O dovremo considerare la dura battaglia delle RAWA donne d'Afghanistan, o il coraggio delle undici donne dello Yemen, le sole su undici milioni ad uscire senza velo, o non dovremmo anche considerare che uscire velate nella violenta banlieue francese è anche una strategia di difesa personale... Non è semplice. Le manifestazioni di oggi contro la legge Chirac, nella maggior parte dei casi, dicono le cronache, erano capitanate dagli islamici più radicali, con uomini a servizio d'ordine e ad impedire alle donne di parlare con i giornalisti... E' spesso, così; o messe sotto il velo o di ogni velo spogliate, o da veline vestite, in ogni caso dalla morale degli uomini ideate; da quel sistema religioso e statuale dal quale la loro “legge del cazzo” discende e trascende. Le manifestanti di oggi forse sono seriamente convinte che per loro la libertà passi sotto il velo; noi siamo convinte che questo cali un velo sulla libertà, e se lasciassimo fare agli imam o ai mariti, ai preti, ai presidenti o ai governi .. saranno ancora loro a tirare la morale della storia per quell'altro sesso eternamente da nascondere, eternamente da consumare, legislativamente da regolamentare nella paura di perderne il controllo, la proprietà, il dominio. |
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