Articolo da " La Repubblica" 23 gennaio del 2007


Pacs e eutanasia, lo stop di Ruini "Ho sofferto per il no a Welby"
Il presidente Cei: concedere i funerali era contro la legge di Dio
Apprezzamento per la finanziaria e per Napolitano, invito ai poli a superare il muro contro muro
Al consiglio permanente dei vescovi il cardinale ribadisce la contrarietà ad una legge sulle convivenze

marco politi
L´intervento del cardinale Ruini al consiglio permanente dei vescovi è deciso, dettagliato, onnicomprensivo come le relazioni dei segretari politici ai consigli nazionali o ai comitati centrali nella Prima Repubblica.
Non c´è aspetto delle vicende italiane su cui il presidente della Cei non dia la sua indicazione.
Non c´è nemmeno Stato al mondo in cui la gerarchia ecclesiastica prescriva con tanta precisione alla classe politica l´agenda e le soluzioni tecniche.
Ai problemi familiari la prolusione del cardinale dedica due pagine e mezzo. Citando Ratzinger, Ruini nega la possibilità di equiparare «altre forme di convivenza» alla famiglia fondata sul matrimonio monogamico tra sposi di sesso diverso. E comunque le convivenze «non possono ricevere in quanto tali riconoscimento legale». Il porporato fornisce anche la sua analisi sociologica. Le coppie di fatto aumentano, ma sono un cammino verso il matrimonio oppure vogliono rimanere senza vincoli. Quanto alle coppie gay, in buona parte vogliono restare riservate, mentre chi punta al riconoscimento delle unioni come via per arrivare al matrimonio, deve sapere che la rivendicazione contrasta con la «non esistenza del bene della generazione dei figli». Questione chiusa, salvo il «pieno e doveroso rispetto» per la dignità e i diritti di ciascuno. Tutti i problemi individuali possono, invece, essere risolti con la legislazione attuale o con modifiche del codice civile. Punto.
Meno gelide e politiche sono le parole del cardinale su Piergiorgio Welby. Ruini ammette che si è trattato di una vicenda umana dolorosa, che ha coinvolto gli italiani e lo ha chiamato in causa personalmente. Ammette anche che la sua decisione di non permettere i funerali religiosi è stata «sofferta», sapendo di «arrecare purtroppo dolore e turbamento ai familiari e a tante altre persone, anche credenti». E però, poiché Welby lucidamente ha voluto terminare la sua vita, la Chiesa non poteva decidere diversamente. Tuttavia, aggiunge il cardinale, Dio è ricco di misericordia e può agire sul cuore degli uomini «anche nell´istante della morte».
Sul piano legislativo il presidente della Cei sostiene che la rinuncia all´accanimento terapeutico non può legittimare forme mascherate di eutanasia e quell´«abbandono terapeutico», che priva il paziente del sostegno vitale attraverso l´alimentazione e l´idratazione. I testamento biologico non dovrà sfociare nella decisione di togliere la vita al malato stesso. E va rispettata la coscienza del medico. In ogni caso, ammonisce il porporato, è «norma di saggezza non pretendere che tutto possa essere previsto e regolato per legge».
Vivacissima è, poi, la difesa dalle accuse di ingerenza. «Se ci si dice che la Chiesa non dovrebbe ingerirsi in questi affari - ha esclamato polemicamente il porporato sui temi dell´etica familiare - allora noi possiamo solo rispondere: forse che l´uomo non ci interessa?».
Continuo è stato il richiamo di Ruini ad una politica di sostegno alle famiglie. Convinto il suo placet alla legge sulla libertà religiosa, accompagnato da vigilanza contro le ideologie religiose violente e da garanzie di tutela della donna. I Poli sono stati invitati a smettere la politica del muro contro muro per trovare convergenze concrete per il bene del Paese su sanità, lavoro, potere d´acquisto, casa, sistema pensionistico, fisco e istruzione.
Sul piano internazionale il presidente della Cei ha bocciato la nuova strategia di Bush in Iraq. Condannata l´esecuzione di Saddam e dei suoi coimputati, il cardinale ha denunciato la tragedia dell´Iraq. «L´aumento della presenza militare - ha scandito - non potrà essere la chiave di una soluzione duratura, per la quale un nuovo e più ampio approccio politico appare davvero indispensabile». La ripulsa della linea Bush e l´elogio implicito del piano Baker (e quindi del negoziato con Iran e Siria) sono evidentemente concordati con Benedetto XVI. Altissimo resta, comunque, l´allarme per i programmi nucleari di Teheran e fermissima la condanna delle «inaccettabili minacce contro l´esistenza stessa dello stato di Israele».