Articolo da "La Repubblica " del 20 dicembre 2005


"L´embrione non è un oggetto"
Monito del Papa sulla ricerca genetica. E ribadisce il no ai Pacs
"La famiglia non può essere comparata ad altre forme di convivenza"
Ratzinger contro la laicità che esclude "una partecipazione attiva" della Chiesa

MARCO POLITI
CITTÀ DEL VATICANO - Papa Ratzinger riceve il nuovo ambasciatore di Francia e ribadisce il suo no ai Pacs e il monito a non fare ricerche utilizzando gli embrioni. Il pontefice chiede anche una laicità che non escluda una «partecipazione attiva» della Chiesa alla vita della società. Una laicità che, pur garantendo la «sana distinzione dei poteri», non sia mai opposizione tra le due sfere.

L´udienza concessa all´ambasciatore Bernard Kessedjian diventa dunque l´occasione per rilanciare argomenti, che stanno arroventando il dibattito in Italia. In materia di bioetica il pontefice torna a esortare che l´embrione sia assolutamente rispettato. Nella ricerca scientifica, ha notato allarmato Benedetto XVI, si assiste alla crescente tendenza «a considerare l´essere umano, in particolare nei primi istanti della sua esistenza, come un semplice oggetto di ricerca». E questo non è lecito.

Quanto alla famiglia, il Papa ha ribadito che «nessun´altra forma di organizzazione relazionale può essere comparata all´istituzione coniugale e familiare». Perciò è giusto darle un´attenzione particolare, in quanto rappresenta «il fondamento della vita sociale e ha un ruolo insostituibile nell´educazione dei giovani».

In Italia, sotto l´ala delle posizioni papali, l´episcopato sta lanciando un´offensiva contro le giunte che intendono prendere misure a favore delle coppie di fatto. A Roma il cardinale Ruini ha cominciato ad ammonire la giunta Marrazzo perché non vari nel Lazio provvidenze finanziarie alle unioni di fatto, comprese quelle gay. In Puglia l´episcopato sta facendo pressing sulla giunta Vendola perché non si arrivi ad analoghi provvedimenti. Il vescovo di Lecce, Cosmo Francesco Ruppi, ha già strapazzato mesi fa il governatore di centrosinistra, criticando «chi, pur dichiarandosi cattolico, si scosta visibilmente dall´insegnamento della Chiesa in materia di famiglia, etica e costumi sessuali». Però, ha soggiunto duramente, «non è possibile essere cattolici e disattendere il magistero».

L´episcopato, tuttavia, non appare in sintonia con lo stato d´animo dell´opinione pubblica italiana che ha un´altissima stima della Chiesa nel suo complesso, ma non vuole che la gerarchia ecclesiastica esca dalla sua funzione religiosa, dettando alla politica cosa fare.

Non poteva mancare nell´incontro tra Benedetto XVI e il nuovo rappresentante del governo di Parigi una riflessione sulla recente rivolta delle periferie francesi. Ratzinger ha rilevato, peraltro, che una situazione di disagio e profonda insoddisfazione sembra essere radicata non solo nelle periferie delle grandi città, ma in tutti gli strati della popolazione. E se le violenze, ha puntualizzato Bendetto XVI, non possono non essere condannate, va colto tuttavia il messaggio che proviene implicitamente dai giovani e richiede risposte «all´altezza di queste tensioni drammatiche della nostra società». La Francia e altre nazioni europee devono quindi impegnarsi di più per «l´integrazione di tutta la società in nome della dignità intrinseca di ogni persona e del suo ruolo centrale nella società».