Una coppia di turisti posa sorridente davanti alle rovine dell'attentato di Sharm El Sheikh


Acerra, i fedeli con l'immagine della madonna che si muove


Se qualcuno cerca di ucciderti conviene scoprire il perchè...”
dice John Le Carrè, scrittore di thriller, in un'intervista sul terrorismo recente che precipita tutti in un thriller tragicamente reale reso ancora più tragico dal fatto che ben pochi tentano di ingegnarsi a scoprire alcunchè. Le soluzioni sono già pronte e le frasi sono già fatte: “i loro valori non prevarranno...”, “non cambieranno il nostro modo di vivere...”... Allora, mentre potrebbe cambiare il nostro modo di morire, per mano dei martiri di Allah o della polizia di Blair, tentiamo di riconnettere gli eventi dentro i quali forse si nasconde un qualche perchè. John Pilger, giornalista, uno dei pochi ad emeregere dalle pappacce mediatiche di questi cupi giorni, lo ha fatto bene.
Non a caso almeno due dei suoi ultimi articoli titolano: “Le bombe di Tony Blair....” Già, le sue. Chiese un cittadino dell'est londinese ad un corrispondente della CNN che ripeteva le sue banalità: “Abbiamo invaso l'Iraq e cosa ci aspettavamo? Avanti, lo dica”. Il primo attentato suicida in Gran Bretagna; come era ovvio e come abbiamo visto. “E l'Iraq? Non c'erano kamikaze in Iraq prima che Blair e Bush l'invadessero. E la Palestina? Non c'erano kamikaze in Palestina prima che Ariel Sharon, (1) (2) (3) un noto criminale di guerra sponsorizzato da Bush e Blair, andasse al potere....” Inoltre, ci ricorda ancora Pilger: “...Secondo l'ONU nella Guerra del Golfo del 1991 le forze americane e britanniche hanno lasciato sul terreno più di 200.000 iracheni morti e feriti...”, inoltre “...Il successivo embargo studiato e promosso da fanatici a Washington e a Whitehall” si è lasciato dietro, secondo l'UNICEF la morte di almeno mezzo milione di bambini, “... tutte morti che secondo il segretario di stato Usa Madeleine Albright valevano la pena ... Inoltre, “... nel 2001per vendicare l'uccisione di 3.000 persone nelle Twin Towers, più di 20.000 musulmani sono morti nell'invasione anglo-americana dell'Afghanistan. Inoltre, ...qualcuno ricorda Falluja? Forse no perchè come i fatti di cui sopra, non ha fatto notizia, ma a Falluja “i nostri valori”, quelli che, come dice Blair, dovrebbero prevalere, li conoscono fin troppo bene, li possiamo riassumere, uno per tutti, nella sequenza del marine che spara all'uomo ferito, disarmato e completamente inoffensivo steso a terra....
Dài, oggi, dài domani... come osserva, un po' patetico ma nel giusto, Le Carrè: “Se si sfrutta una comunità per molto tempo si crea un'ansia di vendetta...con il tempo
finiremo per raccogliere quello che abbiamo seminato...” A quanto pare, siamo al tempo del raccolto.
I Bombers che spuntano ed esplodono nei nostri luoghi di frequentazione quotidiana sono la conseguenza di questo? Molti naturalmente si affrettano a dire che no, che la guerra in Iraq non è la vera causa, ci mancherebbe; con Bush il mondo doveva essere un luogo più sicuro...
“...L'inganno politico ha raggiunto livelli inaccettabili...” dice ancora Le Carrè, ed è un inganno, aggiungiamo, molto ben confezionato. Gli interessi politici strategici ed economici sono ben agghindati nelle vesti dello “scontro di civiltà”, delle “radici cristiane” e dei “nostri valori”. Sicché anche in Italia, c'è tutto un fremere politico fra la demagogia più tazorra di tipo leghista, le razzingheriane illuminazioni di Pera, le gaffes vaticane sugli attentati anticristiani, la convergenza da sinistra a destra per le leggi speciali, che è ciò che alla fine tutti vogliono perchè, ce lo dice ancora Pilger “...il loro obiettivo (di Bush e di Blair, ma anche di tutti gli altri governi) non è la sicurezza, ma aumentare la repressione...”. Prima si spara e poi si chiedono i documenti, i terroristi erano cittadini britannici, ma si blindano gli extracomunitari e si recludono nei cpt-lager... C'è qualcosa che non va..., ma non tocca al cittadino contestare la strategia quando i valori fondamentali sono sotto attacco.
La politica ha sempre in serbo un'arma che usata al momento opportuno è infallibile, uno strumento di copertura potente, un dispositivo, potremmo dire, divino...
la religione. Che cosa può dare -a chi si sente umiliato- quella particolare via di uscita all'”ansia di vendetta” e dalla vita attraverso il glorioso martirio? E che cosa trasforma il normale cittadino britannico, immigrato integrato, in un corpo bomba, un ultracorpo alieno cresciuto tra noi... un'integrazione anch'essa forse disintegrata dal vuoto del consumismo omologante e sradicato, una presa di coscienza di quello che il magnifico occidente compie sui propri affini e infine è la fede che mette lo zaino in spalla... La fede quella che fa muovere le montagne ma in tempi così poco ascetici si accontenta di muovere le statue; ad Acerra la madonna di gesso muove un ginocchio, vero o no, dice Don Riboldi, è perchè c'è una gran voglia di divino. Gli crediamo, visto che il catechismo di Razzingher è il best seller dell'estate. Tutto si mescola in un brusio estivo più o meno indistinto nel quale pian piano crescono i bacelli dell'integralismo nostrano. Oggi si nega il funerale in chiesa alla signora che conviveva, i gay sono una corruzione della società, in Germania vengono schedati, la legge 40, in merito di integralismo ha già detto la sua e così via avanti verso le elezioni, i teocon insegnano: “In hoc signo vinces” e via indietro verso integralismi più spinti.
Certo i martiri raccontati dalla prosopopea cristiana non si uccidevano uccidendo, ma non dimentichiamo che le mitiche radici cristiane affondano nell'inquisizione che ha ucciso a man bassa e si diramano nei terreni delle dittature (visto la foto Woytila-Pinochet?) sovente benedicendole (padre Gavrilo ai serbi pronti al massacro di 9.000 musulmani di Srebrenica sotto gli occhi dell'Europa). Tirate le somme, come sottolinea Pilger “la cristianità uccide l'Islam come un killer su scala industriale”. Qualcuno dovrà pur finirla prima o poi questa guerra sotto copertura religiosa. La religione non spiega nulla, non risponde al nostro perchè, perchè è uno strumento della politica e del potere. Pronta a fornire le radici dell'identità del giusto ai kamikaze con l'esplosivo e il corano, e a chi sgancia le bombe con la bibbia in mano e a tutto il loro codazzo di fedeli oranti.

Privilegiati noi anarchici, estranei e contrari a ogni religione, per capire le cose, per rispondere almeno a qualche perchè; 1° -ma meno importante-: Dio non c'è; 2° -più importante-, non c'è Dio che possa dare vie di uscita dai disastri compiuti dagli uomini.
Il movente e il colpevole sono da ricercare nelle strategie e nelle stanze del potere.... dalla metropolitana, dal mercato o dall'albergo, fino là arrivano gli schizzi di sangue
Dumbles, luglio 2005

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