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Hanno fatto presto le donne ad adeguarsi allo standard maschile della guerra! Hanno imparato le tecniche di tortura come i loro colleghi. I colleghi ancora le stuprano, ma se devono torturare, torturano assieme; partecipi e orgogliose, come le soldatesse in queste foto o conniventi come la generalessa Janis (sotto a destra) direttrice del carcere di Abu Ghraib.
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"...Nel rapporto, interamente dedicato agli abusi commessi dalla 327esima compagnia di polizia militare del carcere di Abu Ghraib tra l'ottobre e il dicembre 2003, il generale Tabuga elenca nel dettaglio: "esistono numerose testimonianze e sono stati scoperti video e fotografie fatti dagli stessi soldati di abusi e violenze. Prigionieri sodomizzati con manici di scopa, prodotti chimici versati addosso ai carcerati, uso di cani d'attacco, sevizie di vario genere e l'autorizzazione data alla polizia militare di ricucire le ferite provocate dai maltrattamenti..."
Tratto da "La Repubblica" del 3 maggio 2004
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D'altra parte, di che ci dobbiamo stupire; in Italia è stato da poco votato un emendamento che prevede la tortura come reato solo se questo è reiterato. Come dire: se le scene qui riportate, sono state fatte per una volta sola, non sono tortura... sono uno scherzo!
Torturare si può!!! L'emendamento è stato proposto dalla leghista Carolina Lussana: genere femminile, cervello carnefice (Dumbles - maggio 2004) |
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