Articolo da "La Repubblica.it" del 17 febbraio 2008


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Inchiesta dell'Observer: molti militari britannici depositano lo sperma
alla vigilia della partenza per l'Afghanistan. Una tendenza già in atto negli Usa
G.B, le mogli dei soldati hanno paura
Seme congelato prima della guerra
LONDRA - Nel timore di non ritornare vivi un numero crescente di soldati britannici in partenza per l'Afghanistan si fa congelare gli spermatozoi nelle cliniche specializzate in fecondazione artificiale.
Secondo un'inchiesta del domenicale inglese Observer sono spesso le mogli e le fidanzate a chiederlo, così da poter mettere al mondo un figlio anche se il loro caro viene ucciso in azione o perde la capacità procreativa in seguito alle ferite riportate.
La stessa tendenza si riscontra tra i soldati di Sua Maestà dispiegati in Iraq da dove però il Regno Unito si sta progressivamente disimpegnando, mentre non passa settimana senza nuovi lutti nel massiccio contingente (7.800 persone) schierato nelle più turbolente zone dell'Afghanistan.
Una clinica di Londra, Bridge Centre, riceve un numero crescente di richieste da parte dei soldati e ha deciso di offrir loro un prezzo speciale: con 300 sterline (400 euro) possono garantirsi una discendenza anche nel caso che per loro la guerra si rivelasse fatale. Per questa somma la clinica conserva congelati per un anno quattro campioni di seme.
Lo stesso prezzo scontato dà diritto al congelamento di ovuli che però incontra meno successo essendo molto esiguo il numero delle soldatesse inviate in Afghanistan e in altri paesi ad altissimo rischio. L'Observer ricorda che negli Stati Uniti sono almeno quattro i bambini già nati con gli spermatozoi congelati di soldati americani morti in Iraq.
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