Articolo da "La Repubblica" del 28 gennaio 2003.
In provetta il testamento dei marines

Molti militari tornati dal Golfo nel ´91 si ammalarono per gli agenti chimici

DAL NOSTRO INVIATO
RAFFAELLA MENICHINI
NEW YORK - Il testamento del soldato moderno è in una provetta conservata sotto zero, la sua eredità un contratto di qualche centinaio di dollari per garantire continuità a una famiglia che potrebbe ritrovarsi spezzata, o mutilata, nel giro di pochi mesi. La voce ha cominciato a circolare già ai tempi della missione in Afghanistan: volete essere sicuri di poter metter su famiglia quando tornerete dal fronte? Donate il vostro seme e congelatelo prima di partire. Sono decine ormai i soldati in partenza per il Medio Oriente che hanno compiuto questo passo, piuttosto inusuale per la categoria. Così come inusuale sono le preoccupazioni sempre più aperte e polemiche dei genitori dei soldati inviati nel Golfo, che per la prima volta si sono riuniti in un´associazione e denunciano apertamente i rischi - fisici e politici - di un nuovo conflitto in quell´area. Nell´uno e nell´altro caso, il privato del marines per la prima volta si fa largo con pari dignità nell´agenda della guerra tutta muscoli e armi hi-tech.

A scegliere la famiglia in provetta sono soldati di circa trent´anni, spesso a prendere l´iniziativa sono le loro compagne, e quasi sempre è al primo figlio che vorrebbero garantire un futuro, e soprattutto un futuro sano. Con partenze scadenzate ormai ogni settimana di nuovi contingenti con destinazione Golfo si moltiplica anche il numero delle famiglie colpite dalla "sindrome del nemico invisibile".

Non è infatti il timore di restare uccisi in battaglia a spingere i militari a garantirsi una discendenza, bensì la paura di rimanere intossicati da vaccini o gas venefici, compromettendo in modo irrimediabile la propria fertilità. Che Saddam sia pronto a usare armi chimiche nell´eventualità di un estremo assedio a Bagdad è un´ipotesi nota. Ma non solo: i militari americani si fidano poco anche dei loro stessi vertici, non sanno cosa viene somministrato loro come antidoto, o che tipo di sostanze potrebbero ritrovarsi a manipolare. E´ la famosa "sindrome del Golfo" che riemerge dodici anni dopo - centinaia di militari rientrati dalla guerra con malattie misteriose che colpivano le funzioni cerebrali, l´apparato motorio e, a volte, la capacità riproduttiva. Fino ai casi più drammatici, di trasmissione del male ai bambini concepiti dopo il rientro.

La tecnologia riproduttiva maturata in questi anni e l´esperienza di amici e commilitoni hanno spinto finora ottanta soldati a visitare i laboratori. Alcuni hanno già compiuto la formalità e sono partiti, contenti di aver «messo un po´ in pace l´animo di mia moglie», come dice il sergente Terry Turner, 30 anni, arruolato nella Guardia nazionale. A telefonare per prime sono le mogli e le fidanzate: «Di solito vogliono che la donazione venga fatta prima che i mariti si sottopongano alle vaccinazioni contro l´antrace o il vaiolo», dice Nolberto Delgadillo, della California Cryobank. Per le "coppie di guerra" ci sono grossi sconti per i servizi di raccolta e conservazione del seme (si arriva a circa 750 dollari), con il primo anno di "frigorifero" in omaggio: un risparmio di ben 300 dollari.