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Non ci crede neanche lei, ma non importa, lo sanno anche gli asini che le ragioni sono altre, ma non importa, bisogna creare un alibi forte per agire così e mostrare la faccia pulita. Ma il cerone, pronto per le riprese sotto i riflettori del set, si è rapidamente squagliato nella domenica primaverile in cui sono spuntate le facce terrorizzate dei prigionieri dell'operazione “attacca e terrorizza”. Il nemico dei primi giorni, quello che veniva piacevolmente mostrato con la bandiera bianca e le mani alzate, non fugge più, attacca e pure lui, terrorizza. “A la guerre, comme à la guerre” con tutti i mezzi, così è la guerra pare... Quella preventiva si voleva diversa, anche perchè probabilmente la prima di una serie, (come non manca di far capire Condy nella sua dissertazione sulla necessità della prevenzione), però se si incomincia già a sputtanarsi, il tutto diventa più difficile... Se veramente “gli alleati” avessero decapitato il raìs al primo colpo, disfatto le resistenze nemiche come neve al sole, liberato il popolo dall'odiosa dittatura; dopo la baldanza della vittoria, la corsa al carro del vincitore, l'affermazione della potenza e la posa delle fondamenta dell'impero in quel pezzo di mondo, non avrebbe tardato l'indicazione del target successivo, così non è stato, o, per il momento, non è. L'America ha creduto troppo alla propria propaganda ed è così, precipitata, dall'oggi al domani in un'altra sporca guerra. Piovono bombe e piovono i morti; nelle strade rionali e nei mercati, i morti bruciati e dilaniati per sbaglio, un conto rivoltante che non avremmo voluto sentire mai più. Donne e bambini, donne e bambini, donne e bambini, sempre, in guerra, in fame, in fuga... Cara Condy... che tu sprofondi!!! Tu e i tuoi amici liberatori dalle dittature che di dittature ne hanno messe su e sostenuto un bel po'; dobbiamo contarle di nuovo? Duvalier, Trujillo, Somoza, Taliban, Saddam... Taliban, Saddam, i vecchi alleati ai quali si vuol dare il benservito, storicamente superati; ora vanno bene i kurdi, a suo tempo gassati, cacciati e rifiutati da tutti (vi ricordate la sceneggiata dell'arresto di Ocalan?....)... La storia del dominio non si smentisce, sempre un immenso e immondo carnaio. Speranze? “Bambina. Tu vuoi che tutto abbia fine.” .... Lo voglio. Perchè non conosco altro mezzo perchè i maschi abbiano fine.... Allora la giovane schiava del campo greco andò da lei, le si inginocchiò davanti e si mise le mani di Pentesilea sul viso. E disse: Pentesilea. Vieni da noi. -Da voi? Che significa. -In montagna. Nel bosco. Nelle caverne presso lo Scamandro. Tra uccidere e morire c'è una terza via: vivere. ” E' la voce di Cilla in “Cassandra” di Christa Wolf; è l'invito a sottrarsi ad una storia di guerra e di morte si segno maschile. Cassandra la veggente tratteggia la strada, uscire dal dominio, dove pure sono entrate Condy la consigliera e Shawna la militare prigioniera ... uscire, sottrarsi, via! L'elogio della fuga ma soprattutto l'elogio della critica, in particolare quando tutto converge per confondere le idee, dall'informazione che per quanto vestita di rosa (le croniste), la racconta più come vuole che come è, al paradossale dilagare di un look simil-militare, nell' insignificanza del sangue col quale in guerra la mistura mimetica normalmente si accoppia. Insignificanza; ce la ricorda ancora Galeano, citando Le Carrè: “-Uccideranno molta gente, papà? -Nessuno che tu conosca, caro. Solo stranieri”. D'altra parte, -e non abbiamo fatto in tempo a dirlo, che già è stato fatto-, il video game “Gulf War 2” è un nitido, divertente e pulito cannonneggiamento sull'Iraq, come, -togliendo il “divertente”- voleva presentarcelo Condoleezza, ma col sangue di poi, anche lei dovrà ritoccare la nuance. Dumbles 29 marzo 2003 |
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