| Madri contro, truppe in crisi A. PA. Secondo Combat Stress, un'organizzazione militare di assistenza ai soldati in difficoltà psicologica da servizio, a provocare la più grave crisi morale che mai abbia afflitto le truppe inglesi nell'ultimo decennio, è l'indefinitezza di orizzonte di questa guerra difficile e pericolosa, i cui tempi si stanno allungando oltre misura. Né certo hanno contribuito a migliorare la percezione i recenti commenti del ministro degli esteri Jack Straw, secondo il quale le truppe inglesi potrebbero restare impigliate in questo conflitto per altri dieci anni. Per il commodoro Toby Elliot, capo esecutivo di Combat Stress, interpellato da The Independent, la fuga anticipata dall'esercito è innescata dalla speranza che gli effetti psicologici delle guerra - flashback, incubi, sensi di colpa - vengano in tal modo ridotti. Assai esplicite in questo senso le dichiarazioni degli stessi soldati, raccolte dal quotidiano. Come quella dell'anonimo caporale che confida: «Questo è stato un duro, duro turno. Sarei contento di non tornare in Iraq per un po'» o dell'altro soldato che dichiara: «Mr Blair continua a dire che tutto sta andando meglio là. Forse dovrebbe prendersi il disturbo di venire a vedere lui stesso. E' facile mandare i figli degli altri in Iraq». Anche la misteriosa morte del capitano Ken Masters, 96esimo caduto britannico, spedito in Iraq per esaminare le accuse di abusi sui civili iracheni da parte delle truppe britanniche, presenta più di un aspetto inquietante. Il carico di lavoro cadutogli addosso era immenso, e spinoso quant'altri mai, perché immense erano anche le pressioni cui era sottoposto. Cercare i veri responsabili delle violenze era un compito arduo, soprattutto volendo evitare, come Masters a detta dei suoi colleghi intendeva fare, che fossero i soldati semplici a fare da capro espiatorio per colpe che non erano solo loro. Masters, si dice oggi, era anche consapevole del sentimento dominante nell'ambiente militare: che i soldati imputati si addossano la colpa di una guerra sempre più impopolare. Ma c'era anche dell'altro, a premere su Masters. Pochi giorni fa era arrivato un pesante avvertimento del procuratore generale, Lord Goldsmith, contro i militari che indagano sui crimini dei militari. Alcuni alti ufficiali avevano infatti tentato, di comune accordo, di bloccare un inchiesta sull'uccisione in Iraq del sergente Steve Roberts, morto per un colpo d'arma da fuoco pochi giorni dopo aver dovuto riconsegnare un giubbotto anti proiettile, per scarsità di equipaggiamento. |
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