da "La Repubblica" online del 13.12.2001

Rawa denuncia, donne oppresse anche dai mujaheddin

Mentre l'opinione pubblica internazionale saluta la fine della sistematica oppressione delle libertà civili delle donne afghane operata dai Taliban, l'Organizzazione rivoluzionaria delle donne afghane (Rawa) lancia da Islamabad un duro monito, affermando che, in termini di violazioni dei diritti femminili, la storia dei mujaheddin dell'Alleanza del nord testimonia un'altrettanto arbitraria brutalità.

'L'Alleanza del nord' ha commesso crimini odiosi contro le donne dal 1992 al 1996 quando i suoi capi erano al potere", dice Weeda, una militante di lunga data. "E' questa crudeltà che ha condotto al regime dei taliban" aggiunge la donna.

Secondo Weeda, "per conservare il sostegno internazionale i capi dell'Alleanza del Nord fingono un atteggiamento liberale con le donne, ma la realtà è diversa". La realtà afghana che emerge dal racconto delle militanti della Rawa è quella di una società patriarcale in cui le donne sono ancora considerate legittime prede o oggetti da razziare.

Di fatto - denuncia l'organizzazione da Islamabad - le donne non hanno ottenuto granchè dalla cacciata dei taliban. Hanno teoricamente il diritto di tornare al lavoro e di studiare, ma la maggior parte resta incatenata ad una quotidianità che sa di miseria e di ignoranza.

Sottolineando poi gli effetti psicologici devastanti di anni di reclusione fisica e mentale di cui sono state vittime le donne afghane, la Rawa precisa che "nelle zone rurali il burqa è stato imposto molto prima dell'avvento dei taliban. Nelle città tutte le donne lo detestano ma hanno paura di essere aggredite dagli uomini dell'Alleanza del Nord se lo levano".

Proprio da Islamabad, la Pwa, l' 'Associazione delle donne progressiste (pakistane)', si fa portavoce di un'altra denuncia contro un feroce rito di morte contro le donne pakistane: il 'karaa kari', o delitto d'onore. La Pwa racconta l'attacco efferato subito da Sabira, bruciata con ustioni gravissime sul 60% del corpo, perché il marito e la suocera le rimproveravano di voler uscire di casa per far visita alla madre.

Il caso di Sabira non è isolato: nel corso degli ultimi 10 anni la Pwa si è occupata di 5.000 donne ustionate. Secondo le statistiche dell'associazione, il 97% di queste donne non sono sopravvissute, ma solo nel 3% di questi casi sono state pronunciate delle condanne.

"I crimini d'onore sono ancora considerati in Pakistan come una questione che concerne solo la famiglia e deve rimanere all'interno delle mura domestiche", denuncia la Rawa. (Red)