Mentre si è occupati a guardare i postumi della guerra preventiva, le condizioni della libertà duratura in Iraq… con un buon quoziente di indifferenza, sulla Palestina è sorto l’arcobaleno (ma quale fantasia perversa suggerisce i nomi dei massacri?), con i colori della morte e del genocidio ai quali sembra essere condannato il popolo palestinese dal governo d’Israele, forte del patto con Dio e con gli USA.

D’altra parte il mandato della guerra al terrorismo, santa anch’essa, indiscutibile, doverosa,... lascia carta bianca al popolo eletto; non guarda in faccia a nessuno, sia bambino, ragazzo, o uomo che esce di casa alzando bandiera bianca… Le case poi,… una volta usciti e mazziati i loro abitanti, saranno rase al suolo, dimodochè quelli che restano, passati rapidamente dallo stato di profughi a quello di homeless, “vivano” nel nulla di una tenda in quella prigione a cielo aperto che Israele sta costruendo per loro in nome della sua sicurezza.

Sicurezza: principio basilare sul quale si erge il muro infame, in virtù del quale si abbattono le case per allargare le strade (che non saranno certo per tutti), si costruiscono canali in forma di barriere per schiacciare i tunnel della sopravvivenza -più che delle armi-…. Perché quello palestinese è un popolo da cancellare, da morire, da estinguere. Tutto il resto sono drammatiche e ipocrite “fufigne” politiche e l’arcobaleno che ormai ogni giorno sorge a portare morte sui civili di Gaza, porta serenità travestita da rammarico per lo stato israeliano alleato dell’onnipotente che con la formula di rito così benedice: “siamo rammaricati, stiamo verificando quello che è successo…."
Dumbles - maggio 2004

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GUERRA / ANTIMILITARISMO