“La storia degli uomini di Mesopotamia - che forse ebbe inizio ancora prima di quella del Nilo - è storia seria, grande e terribile, come la vita. In essa affonda ancora le sue lontane radici la nostra odierna civiltà.... E' la storia di un popolo mite e laborioso che viene soverchiato da un altro più forte, il quale a sua volta viene calpestato da un altro più violento. Ma alla fine, anche la violenza è vinta, come sempre avviene, presto o tardi, in tutta la storia del mondo. La forza più grande non è mai quella delle nuove armi e della ferocia senza scrupoli, ma quella della giustizia e della libertà...”
Così spiegavano i nostri libri di storia per le medie(Carlo Negro "L'umana conquista" Paravia 1963).. Oggi, quel popolo mite e laborioso liberato dal potere che lo soverchiava saccheggia tutto quello che gli riesce, anche la storia (170 mila pezzi rubati al museo di Baghdad) per rivenderla, se può e dove può, forse ai ricchi collezionisti di quella forza della libertà, arrivata nella “terra fra i due fiumi”, che già da parte sua, ha riscritto i libri di storia perchè è chi la racconta che lascia l'impronta e fa la tendenza. Rumsfeld, (nome nazi e faccia da KKK), con la baldanza della vittoria, definisce “confusione” quello che tutti chiamano caos e si esalta: “..La libertà è disordinata, e le persone libere sono libere di fare sbagli e di commettere crimini e di fare cose cattive. Sono anche liberi di vivere la loro vita e di fare cose meravigliose. Ed è quello che accadrà in Iraq". Biutiful!. Loro, la loro cosa meravigliosa, in parte, già ce l'hanno cioè il ministero del petrolio e il controllo sui pozzi, poi, prima di arrivare a completezza, cioè al controllo dell'area in forma di protettorato o quant'altro l'ingegneria politica del momento, saprà suggerire, dovranno mettere un po' d'ordine nella confusione -o caos-, che dir si voglia, che al momento non è da poco. Ci sono i kurdi che sono tanto serviti, ma che i turchi non vogliono, sciiti che si vendicano sui sunniti, turcomanni, bande armate di vario genere, saccheggiatori, armati anche loro e kamikaze che non finiscono mai, manca la corrente e “telelibertà” non si può vedere... Bush e Blair parlano a vuoto .... si pensa a un battaglione di poliziotti; in fin dei conti ci vuole un po' d'ordine per incominciare a sfruttare in pace il pregiato Bassora Light, e il più grande, economico e redditizio giacimento petrolifero del mondo.
Non è per questo che si è combattuto? No. Per disarmare ed eliminare Saddam. Ricordate? Ma allora, è stato un grande tragico equivoco! Dove sono le armi di distruzione di massa? E dov'è il cadavere del rais? La Cia lo dà per morto, ma ora per sicuro è solo sulle carte da gioco dei marines. Quanti morti per arrivare a questo? Stop body count... “non possiamo tornare sul campo di battaglia a contare i morti, sarebbe una perdita di tempo” dice lui, il nostro stratega. La gente è contenta, la guerra è durata poco e il popolo è col presidente.“Support our troops” dice la famiglia di ciccioni americani, “support their food”, sostieni il loro cibo, quindi...
dovremmo dire agli iracheni morti di fame e a tutti gli altri miserabili dei posti spolpati dagli aprovvigionamenti dei ricchi.A pancia vuota non si ragiona, ma è desolante veder che a pancia piena talvolta è anche peggio... “Sto con Bush perchè si sta dando da fare per migliorare le cose. Ha dimostrato che non ci si può fidare delle altre nazioni. Quello che sta accadendo in Iraq è giusto. Io li bombarderei con un'atomica a prescindere dal fatto che siano colpevoli o innocenti. Non mi interesso di economia ma mi pare che vada tutto bene”, parole di Scarlet Gonzales, fidanzatina di un marine... alla faccia!! Aveva ragione quel signore alla manifestazione di sabato 5 aprile contro la base USAF di Aviano nel suo foglietto appeso a tracolla aveva scritto: “Il sogno americano è l'incubo dei poveri”. Quante di queste guerre? Quanti di questi incubi ora che è rotto il tabù della guerra preventiva? “No alla guerra infinita” aggiorna il movimento pacifista nelle manifestazioni di oggi. Ne avremo ben d'onde. Lo hanno capito anche Bertinotti e Cofferati che, come al solito, non si lasciano fuggire l'occasione di metterci sopra il cappello. Vicende di casa in un periodo veramente luttuoso per i pacifisti convinti; in Palestina, dopo Rachel, altri due uccisi, l'ultimo, un inglese che tentava di proteggere due ragazzini dalle solite pallottole israeliane. Le cronache poi degli human shields da Baghdad sono agghiaccinati.

Mentre le tv mostrano la sceneggiata della caduta della statua e un tutt'altro che consistente e convinto numero di persone che festeggiano, loro ci raccontano via internet di un orrore e un dolore infinito. Ma a nulla vale, molti si calmeranno la coscienza tra le braccia di Alì, il ragazzino che nel Victory day non può fare quel segno con le dita perchè una bomba gli ha strappato tutte e due gli arti. Gara di solidarietà per le sue braccia di plastica,Alì il beniamino delle persone sensibili, per un po'...

perchè Alì è nell'immensa marea degli sconfitti e dimenticati bambini d'Iraq o d'Afghanistan...la potenza della propaganda farà cambiare canale verso Jessica beniamina d'America già richiesta da Hollywood... oggi i giornali ci informano che anche il titolo “shock and awe” è richiestissimo come logo da brevetto, sony per prima, molti altri dietro... Business collaterali. D'altra parte, è la natura di questa guerra, una guerra d'affari sobillata dalle majors che contano di cui i Bush sono rappresentanti.

Le stiele 'e vén dal zòc, la scheggia ritrae dal ceppo, sappiamo di chi è figlio Bush figlio; “Il Venerdì di Repubblica” ci informa anche di chi era figlio Bush padre: di Prescott, senatore, finanziere, figlio di finanzieri. Lavorò con la Germania nazista facendo ottimi affari... in società con un industriale tedesco processato a Norimberga... “tale padre tale killer”, si leggeva in un cartello sempre ad Aviano; nutriti tutti attraverso lo stesso cordone ombelicale, che nei nostri tempi ha l'aspetto oscuro e ferroso delle condutture degli oleodotti. E' là, nella terra fra i due fiumi, è là il nutrimento, è là, oggi, l'ombelico del mondo; là dove il nostro libro di storia ci racconta “nacque la prima vera giustizia degli uomini, il primo codice, il primo 'diritto delle genti', che pone tutti gli uomini uguali di fronte al mistero del mondo, della vita, della storia”. Eh già! Magari qualche insegnante sarebbe anche capace di raccontarla così, con questo tocco romantico, la liberazione dal rais... in fin dei conti è questo che ci dice la propaganda e la televisione, molti ci credono e forse lo scriveranno anche sul libro di storia... e ciò che non sarà scritto non avrà avuto esistenza.

Dumbles, 12 aprile 2003