Articolo e immagine da "La Repubblica" del 16 settembre 2005


A Oviedo spedizione punitiva contro una giovane militante comunista. Si indaga sui gruppi legati agli ultrà del calcio
Spagna, sfregiata dai neonazisti
Aggredita una ragazza, le incidono una svastica sul viso
La polizia indaga nell´ambiente degli skinheads. Mobilitati sindacati e partiti

ALESSANDRO OPPES
MADRID - «Non li conoscevo per niente, mi hanno afferrato e, mentre mi minacciavano, mi incidevano il volto con un taglierino». Sei tagli netti sulla guancia destra, a formare una svastica che ha sfigurato il viso di A. S., la ragazza ventiquattrenne di Oviedo vittima di un agguato di una banda neonazista. La giovane è militante della Gioventù Comunista delle Asturie e del sindacato studentesco, ma non ricopriva incarichi di particolare responsabilità e non immaginava di poter essere obiettivo dei gruppi dell´ultra destra: mai in passato era stata minacciata.

Un´aggressione che ha colto tutti di sorpresa, anche la polizia che ha aperto la caccia agli skinheads responsabili dell´attacco, finora senza risultato: «E´ il primo incidente di questo tipo che avviene in città, non era mai successo niente di questo genere».

La notte tra giovedì e venerdì della scorsa settimana (la notizia è stata resa pubblica con parecchi giorni di ritardo) la ragazza ha ricevuto una chiamata al citofono da alcuni giovani che le hanno detto di essere in compagnia di un suo amico. Ma quando è scesa al portone, solo dopo aver aperto si è resa conto di trovarsi davanti a due sconosciuti. E il loro aspetto non era per niente rassicurante: teste rapate, l´abbigliamento tipico dei giovani dell´ultradestra, simboli nazisti sui vestiti. «E´ stato tutto molto rapido - ha raccontato A. S. al giornale locale El Comercio - Nel portone mi hanno strattonato e mi hanno tappato gli occhi. Non capivo quello che avevano intenzione di fare. Mentre mi stavano aggredendo, mi hanno detto di fare attenzione per strada, perché questa storia non sarebbe finita lì. Avevano il volto scoperto, ma non li ho riconosciuti, non li avevo mai visti prima».

Accompagnata da alcuni amici al pronto soccorso subito dopo l´agguato, la giovane è stata curata e dimessa dopo un paio d´ore. Le ferite sono abbastanza superficiali e i medici le hanno assicurato che quel terribile marchio della croce uncinata dovrebbe sparire presto dal suo viso. A. S., che preferisce non rivelare la sua identità per il timore di nuove aggressioni, sospetta che l´attacco di cui è stata vittima abbia a che fare con l´attività di gruppi neonazisti che operano a Gijón, seconda città delle Asturie, terra di miniere, acciaierie e cantieri navali, da sempre schierata a sinistra. Queste frange estremiste sono spuntate «nell´ambiente dei tifosi di calcio», nel quale si sentirebbero protette e goderebbero di impunità.

Dalla Gioventù Comunista e dal sindacato studentesco sono arrivate reazioni di solidarietà verso la ragazza aggredita. Nei prossimi giorni potrebbe essere organizzata una manifestazione di protesta, come primo atto di una campagna antifascista per cercare di frenare sul nascere il moltiplicarsi di simili azioni violente. Ancora scossa per l´agguato, A. S. assicura però di non sentirsi intimorita dal fanatismo neonazi. «Certo - spiega - la paura non te la toglie nessuno, ma ci sono stati casi molto più gravi, di altri compagni e anche di gente normale. Ricordare quella situazione a volte ti provoca una reazione nervosa. Ma non si può tollerare né consentire che avvengano queste cose, e meno ancora si deve sentire paura. Non ho cambiato le mie abitudini, continuo a fare una vita normale. E´ chiaro che bisogna prendere tutte le precauzioni possibili, ma non si deve avere paura di nessuno, perché viviamo in un paese libero, che garantisce a tutti l´espressione della libertà d´opinione».

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