Sopra: copertina del libro di Paolo Barnard
Sotto:
nostri commenti sulla Palestina e il terrorismo


UN LIBRO PER L’ESTATE
Per questa estate in particolare: “Perché ci odiano” di Paolo Barnard, ( BUR maggio 2006, € 9,60) ecco il titolo che ci sembra più adatto a questo ferragosto di guerra; guerra guerreggiata: quella di Israele contro gli islamici Helzbollah, e guerra preventivata, idealizzata, globalizzata: quella di Bush contro gli “islamofascisti” del terrore.
Terrorizzati dai possibili sconvolgimenti e turbamenti del nostro regolare e tranquillo quotidiano; nel silenzio assordante del pacifismo nostrano, nella ripetizione ossessiva del ritornello mediatizzato del “diritto di Israele a difendersi“, aspettiamo il fatidico “cessate il fuoco” e le rassicurazioni sul cessato allarme a casa nostra, dimodochè si possa finire questa estate meterelogicamente bislacca senza porsi altri problemi se non quelli del tempo.
Ciò nonostante, la domanda del “perché ci odiamo”, riattualizzata peraltro dagli sventati attentati previsti per il 16 agosto, (così dicono), rimane intrigante e per chi non lascia la coscienza in sonno, il libro di Paolo Barnard, giornalista di lungo corso, delinea alcune risposte a partire da una considerazione fondamentale e cioè che “…i terroristi islamici sono il prodotto di un terrorismo assai più feroce e immensamente più sanguinario del loro,
e cioè il nostro, quello praticato su larga scala dalle politiche estere delle maggiori potenze occidentali…” Una lucidissima sintesi documentata in 350 pagine. Leggere per credere. Naturalmente vi brilla l’operato di Israele e del suo protettore americano; un percorso a ritroso alle radici dell’odio per capirne i frutti che si raccolgono oggi e quelli che (dopo l'avventura di Israele in Libano) matureranno nel prossimo futuro. Vale la pena di citare una storia per tutte, a rappresentanza di altre infinite simli a questa: che cosa dovrebbe fare il palestinese Abu-Daoud al quale “un colono ebreo gli ha ammazzato il padre investendolo con l’auto, un lacrimogeno dell’esercito israeliano ha ammazzato sua madre, un soldato israeliano ha perforato la testa di suo figlio… Il palestinese Abu-Daoud è stato sottoposto a misire restrittive per evitare che possa nuocere. Così è tutt’oggi in Palestina. Israele fa la guerra al Libano perché gli ha rapito due soldati, mentre lo stesso ha rapito, ammazzato, torturato alla grande e nell’indifferenza generale, e nell’indifferenza generale, ha snobbato infinite risoluzioni dell’ONU; qualcuno pensa che rispetterà quest’ultima a meno che non sia congegnata intorno ai suoi interessi? Vedremo… Intanto sentiamo la Bonino dire che Israele deve entrare nella UE e al giornalista che chiede se la risposta all’attacco libanese non sia sproporzionato risponde: “…No… sproporzionato rispetto a che cosa di grazia?…” Puare femine! Eppure basterebbe vedere Beirut ridotta alle macerie di Grozny, basterebbe contare la sproporzione di morti e i feriti da una parte e dall’altra, basterebbe considerare le denunce dei medici sul tipo di armi utilizzate…. Niente da fare, la storia fra occidente e oriente va sempre avanti con due pesi e due misure… e quando la misura è colma trabocca l’odio.
I giornali di oggi tracciano i profili dei presunti e mancati attentatori dei voli intercontinentali; tutti giovani, tutti apparentemente integrati, ma forse tutti con un orecchio alla stonatura di un occidente che, per coltivare lì i suoi interessi, ha comprato, corrotto e infine macellato su scala industriale i loro affini di religione e di appartenenza… tra un’integrazione apparente e una disintegrazione reale le sirene dell’integralismo cantano per chi non ha futuro… Sotto l’imperio dell’asse Israele-Stati Uniti hanno forse futuro i palestinesi? O i libanesi già tartassati nella guerra precedente e in quella attuale? E gli iracheni hanno forse un futuro che non sia di morte fame e miseria o di pane e asservimento agli interessi altrui? L’Iran a parole vuol cancellare Israele dalle carte geografiche; Israele ha di fatto cancellato i palestinesi dalla loro terra; l’Iran vuole il nucleare, Israele è una potenza nucleare da anni e anni, ...… qualcuno sta facendo precipitare l’altro nella propria barbarie…
Come dice Paolo Barnard: “…se noi cittadini dei paesi civili non rettifichiamo quanto abbiamo fatto e continuiamo a fare sulla pelle di milioni di nostre vittime nel mondo, l’odio contro di noi non si placherà mai, e continueremo a morirne.” Leggetelo prima del prossimo attentato, prima di dar credito agli emissari di Israele, ai suoi replicanti, a Bush, ai suoi proclami, ai suoi servi, all’asservimento della ragione.

Dumbles, 12 agosto 2006

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