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Vomito, è la sensazione predominante in questi giorni di retorica tanto al chilo, balle spaziali e desolante conto economico/biologico sugli incassi e sui cadaveri. Schifo, insomma. Bush e la sua crew; i neocon ai quali sono caduti gli alibi: le mitiche armi di distruzione di massa che non si sono trovate neanche a pagarle oro; hanno dovuto pagare in dollari sonanti Saddam e si sono portati a casa un povero clochar. Ora sono rimasti con un nemico da reinventare o identificare day by day... il vecchio Osama è presente ormai solo in voce (forse morto da mò, secondo alcuni osservatori politici), il mullah Omar è ancora in fuga in motorino o sul mulo... fatto stà che non riescono a togliersi di dosso una insidiosa guerriglia sparsa, un tale Moqtada e brigate vario genere, ...insomma c'è sempre qualcuno che gli rema contro. D'altra parte è dovuto intervenire il rais egiziano Mubarak a dire che forse l'esportazione della democrazia manu militari non può funzionare...

Macchè... Condy -lady di ferro con faccia di bronzo- e il suo capo faccia di morto, hanno tutta l'intenzione di continuare sulla strada della “mission accomplished”, che bensì era accomplished un anno fa, mentre oggi è semplicemente
infognata. Ma questo non si può dire, anzi bisogna gabulare per stare a galla (soluzione ONU?) e mister -faccia da ebete- si esibisce così in una conferenza stampa dicendo che :"più imponenti del previsto: un anno dopo la liberazione, i proventi del petrolio sono veramente impressionanti". Questa è veramente colossale! Finalmente si rende giustizia alle insistenti masse di manifestanti che a suo tempo, ad ogni angolo del mondo, esibivano striscioni con scritto “No blood for oil” perchè la si riteneva una guerra per il petrolio... Bush conferma così che era vero! Si è accorto Bush che ha detto la verità? Pensiamo di no, perchè anche questa, in realtà è una balla, al petrolio non ci sono ancora arrivati; ci arriveranno, ma è più difficile del previsto; ce ne informava nei dettagli un articolo di Attilio Giordano da “Il Venerdì” supplemento di Repubblica del 19 marzo: “...La guerra ha ulteriormente ridotto la produzione di petrolio iracheno, dai 2 milioni e 600 mila barili al giorno ai 2 milioni circa di oggi (nel '79, prima dell'embargo, erano 3 milioni e mezzo). L'oleodotto di Kirkuk Ceyan nel nord del paese è stato chiuso l'anno scorso in seguito a un sabotaggio... Molti impianti invece richiedono manutenzione. E molti nuovi campi sarebbero potenzialmente disponibili investendo miliardi, s'intende...” Ma a tutt'oggi, lo vediamo, è la sicurezza che manca ... “... mancano le condizioni di sicurezza per investire e manca l'interlocutore con il quale definire gli accordi. Chi opererebbe in una situazione come questa?” Già; e questo è diventato il problema. Certo, si sono mandati i militari... anche i carabinieri nostrani dei quali Giorgio Bocca considera: “...la nostra televisione ci fa sapere tramite collegamenti satellitari quanti dei nostri carabinieri sono tifosi della Roma e quanti della Juventus, ma cosa facciano a Nassirya nessuno lo ha ancora capito...” Gli può rispondere l'economista Paolo Sylos Labini: “I nostri soldati stanno lì a vigilare sul petrolio dell'Eni”. Intanto prima dei barili arrivano le bare, e così, come sempre, quanto più bisogna coprire 'o business, tanto più bisogna alzare la retorica.
Vecchia storia, tanto vecchia da dare la nausea, e non ci vengano a dire, disobba Caruso in coda, che “dinanzi alla morte siamo tutti uguali, bambini e mercenari...”
perchè le morti di questo lurido affare hanno unità di misura molto diverse; i 450 morti (leggasi quattrocentocinquanta) di Fallujia di questi giorni, che solo pochi hanno fatto notare, -che? adesso dovremmo vedere come muoiono gli iracheni?- non contano un fico secco; essi sono il selciato sul quale avanza l'armata del bene a suon di bombe a grappolo (non convenzionali) e uranio impoverito. Questi poveri liberati che si ostinano a non ringraziare... Vi ricordate in quanti erano un anno fa a festeggiare la posa a terra del monolito del rais? Quattro gatti... e cadeva una dittatura! ...O forse ne subentrava un'altra? Ahmed Chalabi: capo del Congresso Nazionale Iracheno con base a Londra è sostenuto da Paul Wolfowiz, Donald Rumsfeld, dal Jewish Institute for National Security Affairs e ha legami con l'American Enterprise Institute... condannato in contumacia in Giordania per essere coinvolto in un enorme scandalo di appropriazione indebita, ha ricevuto 12 milioni di dollari da Washington dopo la prima Guerra del Golfo. Sono Wolfowiz (PNAC Progetto per il nuovo secolo americano) e Rumsfeld (segretario della difesa – fondatore PNAC) ad averlo voluto come leader provvisorio per il dopoguerra in Iraq. Perchè il congresso nazionale iracheno deve perseguire gli interessi del congresso americano. Interessi ed affari. Come al solito. Eccoci qua a scoprire, noi spettatori ignari che c'è un intero esercito creato apposta per questo. Per creare la sicurezza, conditio sine qua non... per bonificare la palude irachena. Dunque sono tornati i soldati di ventura, i mercenari, oggi soldati in affitto, interinali dei conflitti, .... “I nuovi Lanzichenecchi” come li chiama in un suo servizio Libero news; naturalmente con infinite sfumature per non disgustare del tutto. Sono tornati dopo essersi messi alla prova, come dettagliatamente ci informa Gabriella Pagliani nel libro “Il mestiere della guerra” (Franco Angeli), in Africa territorio di esordio e collaudo di tutte le forme di mercenariato possibili. La professoressa Pagliani ha fatto un po' di conti: nel 2002 il valore degli appalti riguardanti società di contractors privati con stabili rapporti con l'amministrazione USA ha raggiunto i 170 milioni di dollari, pari a un terzo del pil dell'intero continente africano; nel 2010 il fatturato supererà i 200 miliardi di dollari. Sono proiezioni purtroppo attendibili perchè la tendenza certa è quella della “guerra per procura”, appaltata o subappaltata a società private, con personale affittato il quale delle sue azioni non risponde a nessuno se non alla propria azienda la quale se non è soddisfatta tutt'alpiù lo può licenziare.

Ma in questo settore lavoro si trova, e si troverà perchè non dimentichiamo che la formula “guerra al terrorismo” è universale, globale e duratura e la paura e l'odio per legittimarla vengono costantemente coltivati, vuoi da quella povera donna della Fallaci che paventa l'Eurabia, vuoi da Pisanu che ci pare già di sentir preconizzare una saldatura fra Brigate Verdi e Brigate Rosse... (blu?) ... non finirà mai... Né l'aumento di disoccupazione, l'impoverimento generale promettono nulla di buono. Dalle lettere di assunzione-ingaggio qui da noi, apprendiamo che il compenso per lavoretti semplici (body guard/close protection) è di 6000 $ e di 8000/9000 $ al mese per cose più complicate. Lavoro. Per la casa, i figli, la famiglia... puliti o sporchi, la retorica li fa tutti uguali. Uno schifo proprio. E sarà questa, adesso, a farci vedere come muore la ragione.

Dumbles, aprile 2004