Articolo da "Il Manifesto " del 10 ottobre 2007


Incubo contractors, due donne uccise a Baghdad

Due cristiane irachene colpite da mercenari di un'azienda australiana. I rambo della Urg nel 2006 avevano già ucciso un docente universitario. Al Maliki: 8milioni di dollari per le 17 vittime di Blackwater
Michelangelo Cocco

Due donne, appartenenti alla piccola comunità cristiana irachena. Si chiamavano Marou Awanis, 48 anni, e Geneva Jalal, 30, le ultime vittime dei contractors dal grilletto facile, uccise ieri pomeriggio a Baghdad per non aver risposto con sollecitudine agli ordini di un gruppo di mercenari. Questa volta non c'entra la Blackwater, la principale fornitrice di guardie private del mondo, responsabile del bloody sunday, il massacro di domenica 16 settembre scorso, quando almeno 17 civili sono stati ammazzati nel centro della capitale. «Hanno sparato colpi d'avvertimento quando la macchina era a 80 metri di distanza - ha raccontato all'agenzia Reuters Basim Mohammed, un negoziante di Qarrada, il quartiere teatro della tragedia -. Probabilmente le donne sono state prese dal panico, perché hanno proseguito per un po', fino a quando gli hanno sparato contro, da tutte le direzioni».
Le due irachene, che erano sui sedili anteriori, sarebbero state centrate da decine di proiettili, mentre sono rimasti illesi i bambini seduti dietro. «Erano persone innocenti. Sono state uccise da gente che non ha cuore né coscienza: gli iracheni non hanno alcun valore per loro» ha protestato - racconta l'Associated press - un uomo che assieme a un prete e un gruppo di parenti delle vittime ha raggiunto la stazione di polizia dove sono state portate le donne dopo l'attacco.
La Unity resources group (Urg), azienda australiana con sede a Dubai, ha confermato in serata che a essere coinvolti nell'«incidente» di ieri sono stati suoi dipendenti. La Urg è presente con i suoi rambo (la maggior parte dei quali australiani e neozelandesi) in tutte e 18 le province irachene e nel marzo 2006 fu protagonista di un «incidente» simile a quello di ieri. A farne le spese Kays Juma, un 72enne docente australiano che per nove mesi all'anno insegnava all'Università di Baghdad. Venne ammazzato presso un posto di blocco da una guardia dell'Urg mentre era alla guida della sua auto, a poche centinaia di metri dalla sua casa di Baghdad.
L'uccisione delle due cristiane arriva nel giorno in cui il governo iracheno avrebbe chiesto che le famiglie di ognuna delle vittime del massacro del 16 settembre siano risarcite con un indennizzo di 8milioni di dollari. Il segretario di stato Usa, Condoleezza Rice, ha cercato di far fronte allo scandalo Blackwater annunciando che i convogli di contractors delle aziende Usa saranno supervisionati direttamente da uomini dell'Amministrazione. Al Congresso statunitense è in discussione una legge che mira a introdurre la responsabilità penale per i contractors, che godono tuttora dell'immunità sia da parte della giustizia americana che quella irachena. Ma quest'ennesimo «incidente» mostra l'impotenza del premier filo-Usa al Maliki di fronte a quello che è ormai il primo esercito in Mesopotamia: 180mila contractors (secondo i dati forniti da Human rights watch) con licenza d'uccidere e indispensabili per la protezione di rappresentanze diplomatiche, installazioni civili, scorte a convogli. Insostituibili per un esercito d'occupazione come quello americano in Iraq, alle prese con problemi d'organico e pressato dalla richiesta di ridurre il numero di truppe impegnate sul campo.
Uno scandalo quello dei contractors che rende sempre più impopolare il governo agli occhi della popolazione che già paga il prezzo dell'occupazione militare e di quella parte della guerriglia che fa ricorso al terrorismo.
Ad Ali al-Dabagh non è rimasto che provare a smentire: «La posizione del governo è sempre la stessa e le notizie riguardo alla richiesta di risarcimenti non sono vere» ha dichiarato il portavoce del governo, che aveva nei giorni scorsi annunciato la conclusione dell'inchiesta ordinata dal premier al Maliki, che stabilisce che i contractors della Blackwater hanno aperto il fuoco senza essere provocati, «neanche dal lancio di una pietra», contro civili disarmati.