COLEI CHE GUARDA
“Colui che guarda la morte” è il significato di peshmerga, lo abbiamo imparato in questi giorni di guerra, e lo abbiamo imparato coniugato al femminile perchè molte donne kurde hanno combattuto “per la liberazione della loro terra e per tradizione” dicono; hanno combattuto in Iraq, appoggiando gli americani, e ora, ci dicono i giornali per lanciare la pulizia etnica dei territori arabizzati dai quali a loro volta furono cacciati trentacinque anni fa. La morte si mostra spesso ai popoli cacciati, i kurdi l'avevano sentita nell'odore dei gas e l'avevano vista nella distesa infinita dei corpi di Halabja... la paleseranno anche loro, come eventualità -crediamo- più che come realtà, forti del nuovo alleato (sic!), ai beduini cacciati dalle case nelle quali forzatamente li aveva allocati il potere supremo del rais? “Dimmi con chi vai...” le alleanze sono opportunismi o opportunità.. dipende.... “Abbiamo l'ordine di far andare quella gente ai posti da cui proviene... e noi applichiamo gli ordini”. Non si può guardare solo la morte, si guarda anche al futuro, a Kirkuk, cuore dell'industria petrolifiera, capitale del futuro Kurdistan... chissà..., “...il mio popolo ha sofferto molto, ed è venuto il momento di liberarlo... Noi donne curde vogliamo dimostrare a tutto il mondo che siamo qui, a difendere la nostra gente...” Che sia questa la volta buona e la strada giusta? Pensiamo guardando il sorriso recente delle guerrigliere che assieme ai colleghi uomini hanno liberato i villaggi del nord e creduto alle promesse USA.

Promesse di libertà... Non era “Iraqui freedom” la sigla di tutta l'operazione? Chissà se a questo pomposo e pompato ideale hanno guardato Jessica e Shawna quando si sono arruolate... Sembra di no, sembra che per loro, come, si scopre, per molti altri, il motivo fosse molto più banale: i soldi. Non per arricchirsi, per carità, ma per strettissima necessità; pagarsi gli studi, mantenere i figli. E' assai mal messo quel paese nel quale per aprirti un'officina o poter studiare, o mantenere i figli devi andare a distruggere le officine, le case e ad ammazzare i bambini degli altri... In effetti, le analisi più serie raccontano di un'economia americana piuttosto mal concia, alto tasso di disoccupazione... scarse prospettive di ripresa se non nelle spese militari... ma Jessica e Shawna, -grazie oltretutto alla bontà dei nemici e alle sceneggiate holliwoodiane montate ad hoc- tornano a casa da eroine, colpo gobbo per la propaganda e per l'esercito che ne deve arruolare di gente, di boys e girls, per conservare e conquistare ad libitum, come è ormai nel progredire delle cose della Casa Bianca.

Guardavano bene le mamme dei marines quindi quando nelle loro proteste esibivano striscioni con scritto “Make jobs not war” oppure “Money for yobs and education, not war and occupations” e guardavano ancora meglio le madri pacifiste che contestavano Bush perchè ritenevano questa guerra profondamente ingiusta e che per quella ovvia ingiustizia che alla guerra è intrinseca è toccato proprio a loro avere i figli morti.

E la figlia della maestra e del pastore,a che cosa guarda? A cosa guardava “Condolcezza” Rice in questa operazione che lei ha tanto sostenuto? Alla vittoria, al successo, che non può limitarsi a curare la spedizione di preziose oche intagliate da far arrivare integre nelle mani di Raissa Gorbaciov; tempi lontani, Raissa è morta e il successo deve andare sempre su, quand'anche già siglato nel nome scolpito sulla petroliera a lei dedicata da Chevron Oil. Condi, “...religiosa al punto che per nessuna ragione al mondo, neanche di stato, mancherebbe ad una messa domenicale..” , guarda, guarda, un'integralista, come il suo capo che per qualche giorno l'ha smenata in lungo e in largo che Dio era con lui; gli integralisti ne sono sempre convinti...

A questo guardano i kamikaze per avere la forza di essere tali quando non hanno i mezzi per essere superpotenza. (“Sleale da parte degli iracheni imbottirsi di tritolo e farsi esplodere .... perchè non usano quelle belle bombe da sei tonnellate come tutte le persone civili?” commentava nella sua cupa ironia la vignetta di ElleKappa.) A questo, probabilmente hanno guardato Noor e Widad quando si sono fatte esplodere vicino ad un posto di blocco presso la diga di Hadithah, “per difendere l'Iraq” e “per la jihad nel nome di Allah”. Dissero che forse una era incinta o simulava di essere tale per far abbassare la guardia ai militari. Strategia disperazione morte tutto assieme mentre noi guardavamo le bombe che nel frattempo cadevano anche nel reparto maternità dell'ospedale di Baghdad ..

E le guardavamo tramite le immagini e i racconti delle “veline di Saddam”, (pensate un po', come le guerre, di cafoni e nipotini di vecchi dittatori, ce n'è sempre, dappertutto...); questa volta, per farci guardare non si può negare che le inviate e i loro colleghi non abbiano rischiato, dal momento che talvolta interferivano con la sceneggiatura già preparata per la telecronaca di “Tutta la guerra minuto per minuto”... cannoneggiati/e dunque pure loro, anche morti; abbiamo guardato la guerra attraverso le loro riprese e abbiamo ripreso qualcosa anche della loro guerra: chi arriva primo, chi primo trasmette, chi è intruppato, chi no, chi lavora per chi... figurarsi poi le televisioni arabe che adesso Bush e Blair cercano di imitare almeno nel colore degli sfondi. Non c'era corrente, quella, pochi l'hanno guardata.

Guardare. Non possiamo farne a meno. Guardare, non solo perchè ci è fatto (o ci è dato di) vedere, guardare per guardarci: genere femminile nella storia e nella guerra... guerrigliere, martiri, madri, nel potere, nel successo, nel lavoro, nella tragedia ...nel guardare. A che cosa? A una storia diversa, si suppone... Non quella dell'impero in grande, non quella degli imperi in piccolo (si chiamano stati), non.., non..., ma a quella della libertà dei popoli, per esempio. Per esempio, che cosa dovrebbero fare i kurdi e le peshmerga adesso? Avere la loro quota di Iraq a spese dei beduini cacciati? Tornarsene indietro senza niente in cambio? Fondare finalmente il loro stato Kurdo? Che come sempre nessuno vuole... figurarsi la Turchia dove Leyla resta ancora in carcere e figurarsi gli americani che non vogliono rompere con la Turchia... Aprire altri inevitabili fronti di guerra...? Ricordate i Balcani, le secessioni, la pulizia etnica e tutto il resto? Un bel garbuglio! Non c'è niente da fare; non c'è pace per i popoli dentro le logiche del dominio, e dentro le logiche del dominio per il genere femminile non ci sono che vedute obbligate. Occorrono altre formule... vediamo un po'...

Dumbles 16 aprile 2003