| Parla Cindy Sheehan, madre di un giovane caduto in Iraq, divenuta simbolo dei pacifisti americani "Io americana chiedo scusa agli assassini di mio figlio" Neanche i democratici capiscono. Hillary Clinton, Kerry, Lieberman non sono diversi DAL NOSTRO INVIATO Nelle prime ore dell´intervento non era così. Perché tanti hanno cambiato idea? «Tutto è cominciato quest´estate quando abbiamo fatto un presidio davanti al ranch di George Bush, a Crawford, nel Texas. La gente ha cominciato a capire che anche in America c´è un movimento per la pace. Hanno cominciato ad ascoltarci, quando dicevamo che la guerra era basata su bugie. Adesso più persone sanno la verità». Lei ha perso un figlio in Iraq. Crede che sia stata una perdita inutile, che Casey sia morto invano? «Non ho "perso" mio figlio in Iraq. Se l´avessi perso sarei andata a cercarlo. Mio figlio è morto per le bugie di George Bush. E´ morto in una guerra lanciata sulla base di menzogne del mio governo. Quello che faccio lo faccio per lui, ma soprattutto perché altri ragazzi non muoiano anche loro per una causa inesistente». In occidente molti dicono che la guerra è sbagliata, ma spesso si risponde che gli americani hanno avuto molta paura dopo l´11 settembre, una paura che noi non capiamo. Che ne pensa? «Il nostro governo ha sfruttato l´11 settembre per attaccare e invadere Iraq e Afghanistan. Hanno sfruttato la paura del terrorismo per far guadagnare l´industria bellica e per controllare le risorse naturali dell´Iraq. Qui in Europa c´è un sano scetticismo verso i governi, mentre in America la gente si fida. E invece servirebbe una salubre dose di sospetto». Pensa che finirà come il Vietnam? «E´ già un Vietnam. Anzi, è peggio: in Vietnam ci vollero quattro anni perché morissero duemila americani, in Iraq sono bastati due anni». Ha mai pensato a una carriera politica? Qualcuno le ha proposto una candidatura? «A New York mi hanno chiesto di candidarmi contro Hillary Clinton. In California mi hanno proposto di correre contro la senatrice Dianne Feinstein. Ma io credo che la forza del movimento pacifista sia nel restare a livello popolare: non deve diventare un movimento politico. Perché i politici non fanno nulla di buono». Dopo aver saputo della morte di suo figlio, ha avuto segni di solidarietà dal governo americano? (resta in silenzio per un po´, e gli occhi le si velano). «No. Siamo rimasti soli». Cosa direbbe agli sciiti di Sadr city, che hanno ucciso suo figlio Casey? «Gli chiederei scusa perché il nostro governo ha fatto quello che ha fatto. Scusa perché il popolo americano lo ha permesso. Scusa per quello che abbiamo fatto al vostro popolo. Gli direi: non siete voi responsabili per la morte di mio figlio, l´unico responsabile è George Bush». Con un presidente democratico, sarebbe diverso? «No. Non con persone come John Kerry, Hillary Clinton o Joe Lieberman. Forse con un democratico progressista». Secondo lei, l´Italia deve ritirare i suoi soldati dall´Iraq? «Sì. Se restate in Iraq diventate complici dei crimini di guerra di Bush». Come valuta il ruolo dei giornali e delle tv? «I media hanno abdicato al loro dovere di controllo del governo. Nessuno aveva il coraggio di fare le domande scomode: tutti seguivano una linea di "laissez faire". Per questo era necessario andare a manifestare a Crawford». Quando parla del presidente, lei in genere lo chiama "George". Perché? «Perché non merita rispetto. Chiamo Condoleezza Rice "Condi", chiamo Donald Rumsfeld "Rummy", perché non si sono guadagnati il mio rispetto. Bush non merita nemmeno il rispetto dovuto alla sua carica. E´ un bugiardo. E´ un vigliacco. Ed è un assassino». |
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